Forte dei Marmi, azzannata in villa da quattro Jack Russell: la proprietaria dei cani condannata a risarcirla
La donna riceverà oltre 20mila euro per l’aggressione nella villa di Forte dei Marmi
FORTE DEI MARMI. Piccoli di taglia, ma capaci di mordere con un’aggressività inconsueta. Peggio ancora se si muovono in gruppo come una squadra d’assalto. Cucciolosi (forse) e terribili.
Quattro esemplari di Jack Russell sono i protagonisti inconsapevoli di una causa finita in Tribunale a Lucca che si è conclusa con la condanna della proprietaria, una professionista di Firenze, a risarcire una pensionata milanese con oltre 20mila euro.
L’allora 72enne – siamo nell’aprile 2020 – venne aggredita dai quattro Jack Russell con una violenza tale da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso versiliese per le ferite alle gambe procurate dai morsi dei quattro cagnolini scatenati verso l’ospite indesiderata.
Il bersaglio delle piccole sagome, di solito giocherellone e all’apparenza mansuete, aveva chiesto un risarcimento di 147mila euro. Il giudice Andrea Maggiori ha stabilito una cifra più bassa, accertando la responsabilità di chi aveva l’onere di vigilanza e custodia degli animali. Il conto verrà, comunque, saldato dall’assicurazione della coppia, che era coperta per i cani.
La storia risale al 6 aprile 2020. La location è il giardino di una villa a Forte dei Marmi a ridosso del mare. Il giorno precedente c’erano stati dei dissidi tra vicini di casa. La 72enne si era presentata per chiarire la faccenda. Dopo aver citofonato, il cancello si era aperto di scatto. Lei era entrata in giardino.
L’accoglienza non era stata quella dei proprietari della villa, ma dei loro cani trasformati in vigilantes pronti a difendere la proprietà privata. In una frazione di secondo i cani simbolo di giochi e coccole assunsero le sembianze degli assalitori della donna.
Un episodio che trasferì l’azione dalla villa al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. E in seguito anche con un passaggio nella caserma dei carabinieri.
Una testimone, la domestica della professionista fiorentina, in aula aveva riferito scena e contesto: «Ho sentito gridare e a quel punto ho visto che il cancello lato monti era spalancato e ho visto una signora che urlava, nella parte di giardino lato monti.
La signora aveva i pantaloni strappati, con il sangue ed i cani erano lì vicino; sono accorsa e abbiamo allontanato un po’lei ed un po’io con un rastrello da giardino i due cani».
E ancora la collaboratrice domestica aveva precisato, nell’immediatezza dei fatti, di aver «sentito i quattro cani Jack Russel abbaiare forte ed una persona che urlava. Le urla provenivano dal cancello di ingresso, di fronte al cancello vi era la signora che era aggredita dai cani di proprietà della moglie del signor (omissis, ndr)».
Pochi margini, dunque, per evitare una condanna provocata dall’assalto dei cani, tutt’altro che colossi, ma efficaci nell’unione del momento nel respingere quella che era apparsa un’estranea nel loro giardino.
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