Firenze, si stringe il cerchio sulle baby gang: un minore arrestato, 13 denunciati - Il maxi blitz fra piazze e tramvia
Gli assalti nascono online: accerchiamenti rapidi, lame mostrate, telefoni o portafogli sottratti ai coetanei rimasti soli. Il bilancio dell’operazione coordinata dal Servizio centrale operativo
FIRENZE. Le pattuglie hanno seguito la mappa degli incontri: piazzale Michelangelo, Ponte Vecchio, piazza della Signoria, piazza della Repubblica, piazza Pitti, Dalmazia, San Jacopino, poi Novoli, Isolotto e Campo di Marte. Giardini, sale giochi, fermate della tramvia, locali della movida. È qui che la polizia ha cercato i gruppi di adolescenti che si ritrovano nel pomeriggio, si spostano tra centro e periferia e affidano ai social il racconto della notte. Il bilancio fiorentino della maxi operazione coordinata dal Servizio centrale operativo in 44 province è di 16 arresti, fra i quali un minorenne, 33 denunce con 13 minori coinvolti e oltre 1.500 persone identificate.
I controlli hanno riguardato anche 163 veicoli e gli esercizi frequentati dai più giovani. La questura ha sospeso la licenza a una paninoteca di via Forlanini, indicata come ritrovo abituale di persone con precedenti. Dieci persone sono state sanzionate per uso personale di droga. Il risultato complessivo dei diversi interventi comprende quasi sei chili di cocaina, 165 chili di cannabinoidi, 105 grammi di ecstasy, ketamina, metadone, oltre 29 mila euro in contanti e tre coltelli. Il punto d’ingresso è spesso un telefono. Nei casi ricostruiti negli ultimi mesi l’approccio parte da una richiesta breve, una chiamata o il prestito del cellulare, poi il gruppo chiude lo spazio e la vittima resta al centro. Ai giardini di viale Righi, il 3 maggio, una decina di giovani ha chiesto a un sedicenne di prestare il cellulare. Al rifiuto sono arrivati calci e pugni. Quando il ragazzo si è rialzato, il telefono era sparito.
In via Pratese, a dicembre, quattro giovani fra i quali tre minorenni hanno circondato un diciannovenne che tornava a casa, lo hanno buttato a terra e colpito. Gli hanno preso il bancomat e hanno preteso il codice del cellulare. Poco dopo la carta è stata usata in una tabaccheria. La polizia li ha fermati nei pressi del negozio con la tessera rubata, una collanina, un coltello a scatto e un cacciavite. Il 24 gennaio, nel giardino di piazza Medaglie d’Oro a Novoli, un tredicenne è stato costretto a consegnare telefono e portafoglio e poi colpito con un calcio alla schiena.
L’arsenale di strada sta in una tasca. Il 18 agosto 2025 tre sedicenni furono arrestati dopo l’assalto a due turisti francesi nel centro storico: spray urticante, vetri di bottiglia spezzati, un cellulare strappato e macchiato di sangue. Durante la perquisizione vennero trovati anche un coltello e denaro. L’11 ottobre, al parco San Donato, un quindicenne minacciò un giovane con una pistola giocattolo priva del tappo rosso per portargli via la borsa. Nella notte del 30 marzo 2025, in via Verdi, un diciassettenne avrebbe colpito con quattro fendenti un coetaneo durante un’aggressione di gruppo. A giugno fu arrestato per tentato omicidio, porto di armi e lesioni aggravate. La sequenza ricorrente nei fascicoli mostra una divisione dei compiti. Uno aggancia, uno colpisce o mostra la lama, gli altri stringono il cerchio. Il bottino è immediatamente spendibile: telefoni, carte, contanti, collane, giubbotti. Le telecamere urbane ricostruiscono i passaggi. Gli account social inneggiano alla violenza e all’uso delle armi. Nel blitz fiorentino sono stati monitorati più di cento profili; nell’operazione nazionale ne sono stati individuati 973.
I numeri della questura dicono che nel 2025, fino al 15 dicembre, nell’area fiorentina furono arrestati 31 minori e altri 215 vennero denunciati. Il rapporto “(Dis)armati” di Save the Children colloca l’Italia tra i Paesi europei con i tassi più bassi di criminalità minorile e registra la crescita di alcuni reati violenti. In Toscana l’incidenza dei ragazzi fra i 14 e i 17 anni denunciati o arrestati è di 1,38 ogni mille per rapina, 1,42 per lesioni e 0,69 per porto di armi o oggetti atti a offendere. Nelle stanze della Mobile restano adesso da confrontare i profili social, le immagini delle telecamere e i nomi raccolti durante le identificazioni.
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