Uccise la compagna Eleonora Guidi, Lorenzo Innocenti in semilibertà può andare in clinica
Il giudice ha disposto la libertà vigilata: misura che gli impone di sottoporsi alle cure e di seguire il programma indicato dagli specialisti
RUFINA. Lorenzo Innocenti lascerà l’ospedale di Ponte a Niccheri e sarà trasferito in una clinica di La Spezia per un percorso neuroriabilitativo. Il processo a suo carico resta sospeso perché il gip Alessandro Moneti ritiene che l’architetto di 38 anni, accusato di aver ucciso la compagna Eleonora Guidi, non sia ancora in grado di seguire coscientemente il procedimento.
Il giudice ha disposto la libertà vigilata. La misura impone a Innocenti di sottoporsi alle cure e di seguire il programma indicato dagli specialisti. Ogni mese i sanitari dovranno inviare al tribunale una relazione sulle sue condizioni e sul comportamento tenuto nella struttura. Le spese saranno sostenute dalla famiglia dell’indagato.
Il gip ha escluso il ritorno a Rufina, nella sua abitazione o in quella dei genitori. Nell’ordinanza si legge che un rientro sarebbe pericoloso per l’equilibrio dell’indagato e difficilmente gestibile dalla famiglia. La decisione conferma la sospensione dell’azione penale, ma si discosta dai periti sulla pericolosità sociale.
Il collegio aveva escluso il rischio di reiterazione. Moneti ritiene invece la pericolosità soltanto attenuata. Secondo la perizia, Innocenti presenta deficit di linguaggio, disturbi di memoria e difficoltà di ragionamento dovuti alle gravi lesioni ai lobi frontali riportate dopo il tentato suicidio (si gettò dalla terrazza dopo aver accoltellato la compagna). Una condizione che potrebbe migliorare con la riabilitazione.
Il femminicidio risale all’8 febbraio 2025. Eleonora Guidi, 34 anni, fu colpita con 24 coltellate nella cucina della casa di Rufina. Il figlio di un anno e mezzo era nell’abitazione. Subito dopo Innocenti si lanciò da un terrazzo. Le indagini coordinate dalla pm Ornella Galeotti non hanno ancora individuato un movente preciso.
La famiglia della vittima contesta la decisione. I legali di parte civile, Mario Taddeucci Sassolini e Jacopo Piccioli, avevano depositato valutazioni diverse attraverso i propri consulenti, richiamando anche comportamenti ritenuti incompatibili con l’incapacità processuale. Dura la reazione di Elisabetta Guidi, sorella di Eleonora: «Grazie veramente per aver reso giustizia a Eleonora, a questo orfano a cui racconterò lo scempio che avete fatto. La giustizia non esiste».
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