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Urbanistica e polemiche

Firenze, la protesta all’ex Castelnuovo per l’ampliamento dell’hotel Four Season: no ai maxi-lavori aperti con la Scia

di Mario Neri
Firenze, la protesta all’ex Castelnuovo per l’ampliamento dell’hotel Four Season: no ai maxi-lavori aperti con la Scia

Salviamo Firenze davanti al cantiere di ampliamento del Four Season. Il sit-in contro le residenze di lusso nell’ex liceo e la piscina con vista Duomo autorizzata come “edilizia leggera”

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FIRENZE Il cantiere è azzurro, avvolto nella rete e nei ponteggi, e davanti al varco di via Capponi si forma una linea compatta. Cartelli bianchi, croci rosse, un telo lungo attaccato alle transenne: "In-CUBO speculazione". Qualcuno tiene i volantini, altri guardano verso l’alto, verso quel tetto che ha fatto scattare la miccia. Il semaforo resta rosso, le auto si fermano, qualcuno abbassa il finestrino e osserva. Il presidio prende forma così, senza palco, ma con una scena già definita. È il sesto appuntamento del "Cubo nero in tour" di Salviamo Firenze. La geografia della protesta è ormai una mappa urbana: Teatro Comunale, Il Sodo, Ponte a Greve, Costa Scarpuccia, San Gallo, la Calza, l’Eolo.

Ora tocca all’ex Castelnuovo, palazzo Ruspoli, dove il Four Seasons completa un altro tassello della sua espansione. Un albergo che cresce per addizione, per contiguità, fino a occupare l’isolato. Il nodo è noto. Una Scia del 2022 per fusione edilizia e cambio d’uso, classificata come intervento leggero. Poi il cantiere del 2024, le demolizioni interne, le gru. Infine il tetto: la piscina con vista Duomo, la terrazza verde, il volume emerso. Il "cubo" che ha trasformato una pratica amministrativa in un caso politico. Qui la sequenza è tutto: titolo minimo, esito massimo.

Massimo Torelli parla con precisione. Dice che la piscina è solo l’ultimo atto visibile di un processo più lungo. Dice che le categorie edilizie si piegano agli investimenti. Ricorda la distinzione tra vasca e piscina emersa a Palazzo Vecchio. Attorno a lui i residenti annuiscono, qualcuno indica il perimetro del cantiere, altri mostrano le planimetrie.

«Il cantiere è diventato famoso per la realizzazione sul tetto di una "piscina", con lavori edilizi pesanti, tramite una semplice Scia per edilizia leggera - dice Torelli - Ormai in questa città una piscina sul tetto non si nega a nessuno dei gruppi speculativi che comprano la città. L’amministrazione ha detto - e non è una battuta - che se è una vasca ma non una piscina è legittima. E nega che siano lavori consistenti». Il Four Seasons è il perno di questa partita, uno dei pomi della discordia urbanistica che da mesi va in scena in città fra comitati e Palazzo Vecchio. Un asset globale, proprietà riconducibile a capitali internazionali legati al Qatar, che a Firenze ha trovato continuità edilizia e margini operativi. L’operazione sull’ex Castelnuovo nasce così: ampliamento dell’offerta, integrazione tra hotel e residenze. Il progetto non cambia, cambia la percezione quando sale in quota.

La contestazione si sposta sulle regole. Il comitato cita la legge regionale sul turismo, il limite del 40% di ampliamento, la distanza dei 200 metri. Domande secche: quante camere aveva l’hotel all’origine, quante ne avrà alla fine, quante sono classificate in modo diverso? Palazzo Vecchio mantiene la linea tracciata a dicembre. Tutto conforme. Iter corretto. Nessuna irregolarità. I detrattori ormai vengono definiti i "giustizieri dell’urbanistica". Ma davanti al cantiere la questione prende un’altra forma. Non è più una categoria urbanistica, è un perimetro che si allarga. Il telo lo dice: "Siamo una città, non siamo un cubo con piscina". È uno slogan e una sintesi politica. Qui si gioca una partita più ampia, che passa da San Gallo, dal Cubo nero, dall’Ex Ogr , dal Cinema Eolo, dalla Calza e arriva fino a questo incrocio. E raccontano tutti la stessa cosa, la medesima che l’ultimo rapporto Irpet racconta denunciando che i fiorentini debbano riversare il 60% del loro stipendio nell’affitto se vogliono vivere in centro: Firenze è ormai una città per ricchi.

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