Il Tirreno

Firenze

Il giorno nero

Firenze, Ponte al Pino spezzerà l’Italia in due: in arrivo 24 ore da incubo sui binari. E le Frecce diventano “lumache”

di Mario Neri
Firenze, Ponte al Pino spezzerà l’Italia in due: in arrivo 24 ore da incubo sui binari. E le Frecce diventano “lumache”

Per i lavori di sostituzione della vecchia infrastruttura, sarà interrotta la circolazione ferroviaria da sabato 24 alle 15 a domenica 25 alle 15. Già previsto un allungamento di due o tre ore dei tempi di percorrenza dell’alta velocità. Previsto caos sulle rotte regionali

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FIRENZE L’Italia spezzata in due, la Toscana interrotta come una frase a metà, Firenze trasformata per un giorno nel collo di bottiglia della mobilità nazionale. Le Frecce che diventano quasi lumache, i passeggeri fatti scendere a Campo di Marte come carovane di viaggiatori spaesati e caricati su torpedoni diretti verso l’altra stazione, attraverso il traffico delirante della città. Poi di nuovo su un treno, verso Bologna, Milano, Torino o Venezia. Stesso copione al contrario: fermata a Rifredi, discesa forzata e navetta verso sud, ma su gomma.Sarà il giorno nero dei trasporti italiani. Ventiquattro ore di ferrovia spezzata, di coincidenze saltate, di trolley trascinati sui marciapiedi, di annunci come docce gelate e code davanti ai tabelloni.

Dopo anni di rinvii, stop politici, appelli e resistenze, il restyling (anzi, la sotituzione) del Ponte al Pino diventa inevitabile. Rete ferroviaria italiana ha messo nero su bianco: l’infrastruttura è a rischio, è arrivata a fine vita, va smontata e ricostruita con tecniche ingegneristiche moderne. E per farlo, in alcuni giorni, i treni devono fermarsi. Il primo è quello tra sabato 24 e domenica 25 gennaio. Dalle 15 del sabato alle 15 della domenica la circolazione ferroviaria tra Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte sarà sospesa. Stop alle Frecce, stop ai treni a lunga percorrenza, stop anche a una parte del Regionale sulle linee Firenze-Arezzo-Roma e Firenze-Borgo San Lorenzo via Pontassieve.

I convogli verranno riprogrammati, alcuni soppressi, altri spezzati. I passeggeri dovranno cambiare mezzo, affidarsi alle navette, attraversare la città su ruote anziché su binari. Chi arriva da sud scenderà a Campo di Marte per un piccolo grande viaggio della speranza su un bus che attraverserà il centro verso Santa Maria Novella o Rifredi. Chi arriva da nord, stessa cosa: ma da Rifredi. Già adesso, sul portale di prenotazione Trenitalia, l’effetto della frattura è ben visibile: per quelle 24 ore un Frecciarossa da Roma a Milano viene stimato in 5 ore e 50 minuti o addirittura 6 ore e 20 minuti. Tempi da Intercity di altri decenni, se confrontati con la normalità dell’Alta velocità, che oggi viaggia tra le 3 ore e 15 minuti e le 3 ore e 40 minuti.

La modernità che rallenta, la velocità che si prende una pausa forzata.Trenitalia ha già aggiornato i canali di vendita, la prefettura ha dato le indicazioni, le stazioni del nodo di Firenze saranno presidiate con personale rinforzato. Ma la sostanza non cambia: per un giorno Firenze diventa la frontiera, la grande muraglia della mobilità. Chi viaggia verso nord si fermerà a Campo di Marte, appunto, chi va verso sud a Rifredi. In mezzo, autobus da cinquanta posti, diciotto mezzi in servizio, tre flotte che faranno la spola tra le due stazioni, cercando di tenere insieme una rete che per ventiquattro ore sarà tagliata in due. Come se non bastasse, nello stesso fine settimana c’è anche la partita della Fiorentina. Sabato alle 18, al Franchi, contro il Cagliari. E allora il Comune lancia l’appello: «Evitate l’auto, usate i mezzi pubblici o la bicicletta». Ponte al Pino sarà chiuso dalle 20 di venerdì 23 fino alle 5 di lunedì 26 gennaio, chiusura totale, anche per i pedoni. Deviazioni, sensi unici, divieti di transito, strade sbarrate tra Campo di Marte e Rifredi. Via Mannelli, viale Mazzini, via Pancaldo, via Vasco de Gama: un rosario di interdizioni che ridisegna la mappa urbana per un weekend.

È la prova generale di quello che accadrà in estate, quando il ponte verrà davvero smontato e sostituito. Allora la chiusura al traffico delle auto durerà parecchio. Cento giorni senza Ponte al Pino, uno degli snodi cruciali della viabilità fiorentina. Un’altra estate di cantieri dopo quella del Ponte all’Indiano mezzo tappato e quella della Bolognese chiusa. Un’altra stagione in cui Firenze diventerà un grande laboratorio urbano, un esperimento sociale a cielo aperto per testare il grado di sopportazione dei suoi automobilisti.

Rfi invece lavorerà soprattutto di notte, per ridurre l’impatto sulla vita delle persone, che siano pendolari di lunga tratta o viaggiatori abituali dei Vivalto e dei Rock. Dopo gennaio, la circolazione ferroviaria verrà interrotta ancora per soli altri sette giorni complessivi: quattro consecutivi in un primo fine settimana di luglio e altri tre giorni a metà o fine mese. Sette giorni in totale, non uno di più, assicurano dalle Ferrovie.Ma intanto c’è questo primo appuntamento, questo fine settimana da segnare in rosso. Firenze che si stringe, l’Italia che rallenta, la ferrovia che si piega alle esigenze della sicurezza. Il Ponte al Pino va ricostruito, non c’è alternativa. Viaggiare in treno si può, ma slow, parecchio slow.

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