Il Tirreno

Firenze

Basta degrado in via Mariti raccolta di firme del quartiere

di Giulia Poggiali
L’area del cantiere di via Mariti
L’area del cantiere di via Mariti

«Il cantiere deve essere dissequestrato al più presto»

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FIRENZE. Una petizione per allontanare il degrado da via Mariti. È stata lanciata la raccolta firme avviata dal comitato Ex Panificio Militare, che da tempo denuncia lo stato di abbandono che soffoca la zona dal 13 febbraio scorso. L'incidente nel cantiere ha cambiato le sorti anche delle vie adiacenti: «Abbiamo distribuito il testo della petizione negli esercizi commerciali e nella parrocchia e abbiamo già raccolto centinaia di firme, il tutto per dare una svolta al nostro quartiere- spiega Nicla Gelli, portavoce del comitato Ex Panificio Militare-. La nostra zona è da sempre molto sensibile nei confronti di quanto ci circonda». Il comitato, che dal giorno dell'incidente mostra vicinanza alle famiglie delle vittime, si augura che giustizia sia fatta, ma «tutta l’area è sotto sequestro, e al momento non si hanno ancora notizie di indagati, il degrado e l’abbandono stanno favorendo l’aumento della criminalità».

La comunità si sta infatti lamentando delle conseguenze dovute alla chiusura del cantiere e di via Giovanni da Empoli: «La strada è chiusa al passaggio dei mezzi dal 16 febbraio scorso, perché è ritenuta pericolosa, e questo provoca non pochi disagi- prosegue Nicla-. A partire dal blocco totale dei mezzi di soccorso. Molte persone sono state costrette a scendere grazie all'aiuto di qualcuno perché un'ambulanza non riesce a passare, non può farlo. E via Mariti è il collegamento principale per Careggi. Ci sentiamo soli e abbandonati, i residenti sono serrati in casa».

A questo si aggiunge lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti: «A partire dal pomeriggio, quando c'è ancora la luce, arrivano gli spacciatori che senza nessun pudore portano avanti le loro attività- dice Nicla-. Una donna è stata spintonata da uno di questi soggetti solo perché stava guardando quello che stava succedendo. Sono sfrontati e nascondono le dosi nei giardinetti come se fossero i padroni». Non solo spaccio e strada bloccata. Il comitato tramite la petizione parla anche di sanificare l’area di cantiere, che è diventato il «ricettacolo di ratti e zanzare», e della necessità di mettere in sicurezza le gru e le strutture rimaste abbandonate dal giorno della tragedia, perché «sono comunque degli attrezzi che possono causare ingenti danni. La gru in particolare, se malauguratamente crolla, potrebbe abbattersi su uno degli edifici circostanti».

Altro problema molto sentito dai residenti è l'assenza dei parcheggi, per questo nella petizione si legge la richiesta di ripristinare il numero di posti auto andati persi attorno al cantiere: «Le persone non sanno più come e dove parcheggiare. Vediamo le macchine sistemate in doppia fila e i vigili fanno le multe», conclude la portavoce.

Il comitato chiede inoltre di piantare gli alberi previsti, nonché di finire la pista ciclabile e le altre opere accessorie, ma soprattutto di intraprendere «ogni possibile azione per velocizzare il dissequestro dell’area, primo passo per restituire a residenti e cittadini questa parte del quartiere, ripristinando vivibilità, sicurezza e decoro».

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