Una doppia volta al Tepidarium per proteggerlo da infiltrazioni
Via al progetto di restauro della serra Liberty al Giardino dell’Orticultura Palazzo Vecchio ci investe 270mila euro. Lavori sull’esempio londinese
FIRENZE. Via al restauro del Tepidarium del Roster. La giunta ha infatti approvato il progetto di fattibilità per il risanamento della serra liberty del Giardino dell’Orticoltura. Un progetto da 270 mila euro necessario, si legge nella delibera, a «ovviare a situazioni di criticità e degrado dei vari elementi architettonici causati principalmente dalle variazioni e aggressioni climatiche».
L’obiettivo è quindi quello di trovare una soluzione agli storici problemi di infiltrazioni e garantire una buona conservazione del capolavoro liberty. Proprio per questo sulla copertura della sommità del tepidarium ne verrà installata un’altra identica, a protezione della prima. Oltre il risanamento delle pareti aggredite dalla muffa, la pulizia di tutto il sistema per la raccolta dell’acqua piovana e la sostituzione delle vetrate rotte e staccate, il progetto si concentra sulla copertura del Tepidarium, i cui problemi di infiltrazione sono stati oggetto di studio e di progetti risolutori finora mai messi in cantiere. Prima di tutto verranno sostituiti tutti i pannelli delle parti alte e curve che risultano danneggiati. Si tratta di pannelli in policarbonato e non in vetro: verranno sostituiti con nuovi elementi identici sia nella forma che nel materiale. La nuova copertura proposta dal progetto sarà una struttura metallica leggera, distanziata di 10 -15 centimetri dalla sommità della copertura della serra «che presenta una forte carenza di tenuta all’acqua».
Identica nel disegno, la nuova copertura non sarà visibile dal basso e sarà «minimamente distinguibile» da lontano proprio come succede per altre strutture analoghe, che la relazione tecnica individua nel Temperate house e Palm house nei Royal Gardens di Kew a Londra.
I problemi di infiltrazioni al Tepidarium sono noti da tempo. Già nell’intervento di restauro che portò all’inaugurazione dell’aprile 2013 era prevista la sostituzione dei pannelli delle parti alte e curve, ma non venne realizzata. Di fronte al perdurare delle infiltrazioni, nel 2014 venne inviato alla Soprintendenza un nuovo progetto che prevedeva la realizzazione di una sorta di “camicia” intorno alla volta dell’edificio e sotto le lastre di copertura. Leggera e trasparente, la camicia avrebbe portato benefici contro le infiltrazioni, avrebbe migliorato la climatizzazione della serra, protetto da eventuali rotture e migliorato l’igienizzazione del locale. Ma non venne realizzato. Si è quindi reso necessario un intervento che ponesse fine al problema.
La nuova copertura sarà fissa, senza elementi apribili e la distanza dalla copertura originaria permetterà l’ingresso dell’aria nella serra ed eviterà infiltrazioni. Di lato, la copertura sarà dotata di lamiera traforata e garantirà «l’effetto camino» della serra e impedirà il passaggio dell’acqua durante eventi con forte vento. Nel giugno scorso il progetto è stato inoltrato alla Soprintendenza. Una volta redatto il progetto esecutivo e individuata l’azienda, i lavori dovrebbe durare sette mesi.
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