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Ambiente e criticità

Firenze, barriere contro le esondazioni dell’Arno: partono i lavori per 14 milioni. I tempi e dove saranno montate

di Chiara Vignolini
Firenze, barriere contro le esondazioni dell’Arno: partono i lavori per 14 milioni. I tempi e dove saranno montate

Nuovi argini a terra, muri di cemento e portelloni d’acciaio: «Intervento studiato nei minimi dettagli»

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FIRENZE. Nuovi argini a terra, muri di contenimento in cemento armato ma anche sistemi di chiusura dei varchi con portelloni in acciaio corten a tenuta stagna da manovrare in caso di emergenza. Sono queste le misure con cui Firenze si proteggerà da fenomeni meteorologici straordinari e improvvisi come le cosiddette bombe d’acqua. Inizieranno giovedì 10 ottobre i lavori per la manutenzione del rischio idraulico cittadino, dopo l’approvazione da parte della Protezione civile nazionale, e saranno finanziati attraverso le risorse del Pnrr. Il costo complessivo dell’opera è di oltre 14 milioni di euro e l’intervento, previsto per questa settimana, si concluderà verso la fine del 2025. «Un intervento che abbiamo studiato nei minimi dettagli, insieme al Comune di Firenze, e che avrà un impatto davvero moderato – spiega il presidente della Regione Eugenio Giani – Vogliamo che l’installazione delle barriere avvenga esclusivamente nei momenti di emergenza». L’opera di rifacimento delle strutture di contenimento del fiume interesserà un tratto di circa cinque chilometri che percorrerà le rive dell’Arno, partendo da ponte Santa Trinita fino ad arrivare alla zona di Nave a Rovezzano.

«Non è solo un intervento di mitigazione del rischio ma anche di Protezione civile – prosegue Giani – Combinando le nuove capacità di previsione del meteo e le innovazioni tecniche, saranno dimezzati i tempi di risposta rispetto a precedenti esperienze di uso di protezioni mobili. Le paratie potranno essere montate, addirittura, in otto ore». Un progetto, questo, che si inserisce in una visione d’insieme. «Quest’opera va pensata a sistema con gli altri interventi fatti a monte dell’Arno come la cassa d’espansione di Pizziconi, oramai quasi pronta che vede una capacità di 3,1 milioni di metri cubi d’acqua, il complesso di laminazione di Figline e l’innalzamento della diga di Levane» precisa il presidente della Regione.

Verranno, quindi, realizzate opere fisse, come i nuovi argini in terra e i muri di contenimento in cemento armato, e opere fisse manovrabili, quali sistemi di chiusura dei varchi con portellone in acciaio corten a tenuta stagna da manovrare in caso di eventi significativi. Questa seconda tipologia sarà posizionata, ad esempio, in via Villamagna, in via Fabrizio De André e in zona Hotel Ville sull’Arno e sul torrente Affrico. Di altezza massima di un metro. Saranno, inoltre realizzate opere da attivare in caso di allerta, si tratta dei cosiddetti “panconi”. Nei tratti di lungarno Diaz, lungarno delle Grazie e lungarno Acciaiuoli è, invece, previsto il consolidamento dei muraglioni d’argine, il rifacimento delle spallette e, sugli ultimi due, la predisposizione di barriere temporanee in caso di necessità, con alloggiamenti in acciaio inox da mantenere efficienti con pulizia annuale. Per quanto riguarda la risistemazione degli argini in terra, sarà effettuata nel tratto da Rovezzano all’Anconella.

«Un progetto importante che tutelerà la città da rischi che sappiamo essere presenti, visto anche il cambiamento climatico e gli eventi estremi sempre più frequenti – aggiunge la vicesindaca di Firenze Paola Galgani – C’è una grande attenzione al tema da parte della Regione ma anche da parte del Comune con interventi di depavimentazione, dove possibile, una maggiore pulizia della nostra rete fognaria».

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