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Firenze, lettere minatorie ad Annalisa Savino, la preside antifascista: la procura ha aperto un fascicolo


	La preside Annalisa Savino
La preside Annalisa Savino

La dirigente del liceo Da Vinci scrisse una circolare per condannare il pestaggio di alcuni studenti davanti al Michelangelo. In una delle missive anche escrementi. Funaro: «Intollerabile intimorire chi ha difeso la Costituzione, siamo con te»

28 aprile 2024
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FIRENZE. Tre lettere di insulti e minacce alla preside Annalisa Savino, la dirigente del liceo scientifico Leonardo Da Vinci diventata un simbolo dell’antifascismo dopo aver scritto nel febbraio del 2023 una circolare indirizzata ai suoi studenti, a seguito del pestaggio, avvenuto alcuni giorni prima davanti al Michelangelo, di alcuni studenti dei collettivi da parte di militanti di Azione Studentesca.


Savino si è presentata alcuni mesi fa negli uffici della Digos, decisa a sporgere denuncia dopo aver ricevuto la terza lettera, quella dove, oltre alle minacce, erano presenti anche gli escrementi. Sul caso la procura ha aperto un fascicolo. Le indagini sono state svolte a 360 gradi, prevedendo tutti gli accertamenti tecnici del caso.

Nelle missive però, tutte indirizzate al liceo dove la Savino è preside, non sono state trovate impronte digitali. Analizzati anche gli escrementi, che sono risultati essere di animale.


La circolare della dirigente all’epoca dei fatti fu giudicata “impropria” dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Nella lettera rivolta ai suoi studenti, la preside scriveva che «il fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a se stessa da passanti indifferenti».

Solidarietà per le minacce subite è arrivata alla dirigente scolastica dalla candidata sindaca del centrosinistra Sara Funaro: «Solidarietà alla preside Annalisa Savino – ha affermato – per le vergognose minacce e insulti ricevuti. Non è tollerabile che si provi a intimorirla per aver difeso i principi costituzionali e per aver ispirato gli studenti alla non violenza e al dialogo. Un abbraccio ad Annalisa, siamo con te».

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