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La nuova frontiera della cardiologia: niente bisturi per l’anello mitralico. I vantaggi della nuova tecnica

di Chiara Vignolini
La dottoressa Tania Chechi e l’immagine di un intervento
La dottoressa Tania Chechi e l’immagine di un intervento

Firenze, eseguito a Ponte a Niccheri il primo intervento con una tecnica non invasiva

20 febbraio 2024
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FIRENZE. All’ospedale di Santa Maria Annunziata, a Ponte a Niccheri, arriva una nuova procedura, meno invasiva, per i pazienti affetti da insufficienza mitralica, una patologia delle valvole cardiache tra le più frequenti. Con l’avanzare dell’età sono sempre di più i pazienti affetti dalla malattia che prevede una chiusura parziale della valvola, causando disturbi respiratori e affaticamento. Il 13 febbraio scorso, nelle sale di emodinamica dell’unità operativa di cardiologia, diretta dalla dottoressa Tania Chechi, è stata effettuata per la prima volta la procedura di “anuloplastica mitralica” indiretta al posto di quella chirurgica.

«Solitamente si tende a fare l’anuloplastica mitralica chirurgica che, però, deve essere eseguita con un’anestesia generale a cuore fermo interrompendo, quindi, l’attività cardiaca e sostituendola con una macchina esterna: si tratta di un procedimento particolarmente complesso. Per inserire l’anello mitralico artificiale, che consente di svolgere le corrette funzioni della valvola, dovranno essere effettuati dei tagli al torace» spiega il dottor Gabriele Rosso, cardiologo interventista. Un intervento, questo, che mette a dura prova l’organismo soprattutto in pazienti anziani o in coloro che sono affetti da molteplici patologie. Infatti, il rischio di mortalità è molto elevato così come quello della comparsa di complicanze di varia entità.

La procedura effettuata a Ponte a Niccheri, per la prima volta, dal dottor Gabriele Rosso, invece, prevede l’introduzione dell’anello mitralico artificiale non più tramite i tagli ma con delle punture. «Negli anni la cardiologia interventistica ha sviluppato metodologie mini-invasive per consentire l’esecuzione di complessi interventi sul cuore – continua il cardiologo Gabriele Rosso – Nel caso dell’anuloplastica mitralica indiretta, la puntura viene effettuata dopo una semplice anestesia locale, come quella utilizzata dai dentisti, e la procedura può essere eseguita a cuore battente senza la necessità di un’anestesia generale». Il procedimento è stato effettuato su una paziente di 78 anni affetta da insufficienza mitralica fortemente sintomatica. La donna aveva alle spalle numerosi ricoveri dovuti alla malattia e, a causa di gravi problematiche respiratorie, non avrebbe potuto sottoporsi all’intervento cardiochirurgico. «L’intervento è stato completato in meno di un’ora e privo di complicanze grazie alla collaborazione di tutto il team medico, infermieristico e dei tecnici di radiologia - spiega il cardiologo Gabriele Rosso - .La paziente è stata mobilizzata il giorno seguente alla procedura e dimessa dall’ospedale due giorni dopo. Si aprono così, anche a Firenze, le porte ad una nuova strategia di trattamento alternativa alla chirurgia per i pazienti affetti da insufficienza mitralica funzionale».

Per comprendere il funzionamento della valvola «potremmo paragonarla ad una porta con due ante, ovvero i lembi, connesse alla cornice ovvero l’anello valvolare, che si aprono in una sola direzione grazie ai cardini, ovvero l’apparato sottovalvolare, in modo da consentire al sangue di attraversarla soltanto in una direzione», spiega il cardiologo. L’insufficienza mitralica può essere il risultato di un’alterazione di uno dei tre elementi che la compongono. In particolare, quando l’alterazione riguarda solo l’anello, a causa di una sua dilatazione, la correzione è il suo restringimento. L’equipe dell’ospedale di Santa Maria Annunziata, diretta dalla dottoressa Tania Chechi, è composta dal dottor Gabriele Rosso, cardiologo interventista, dottor Pietro Martinucci, cardiologo interventista, dottoressa Francesca Sani e dottor Francesco Parisi cardiologi ecocardiografisti, dottoressa Eleonora Gemmi, anestesista, e Clizia Domizi, Laura Cannoni, Chiara Lerro infermiere di sala e Alessandro Cossu, tecnico di radiologia.

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