Il Tirreno

Firenze

I problemi della sanità

La roulette delle liste d’attesa nel fiorentino, per un esame anche 284 giorni

di Sara Venchiarutti
La roulette delle liste d’attesa nel fiorentino, per un esame anche 284 giorni

Per alcune prestazioni serve aspettare oltre il quadruplo del tempo previsto. Garantite quasi sempre le urgenze, maglia nera per la risonanza agli arti

11 febbraio 2024
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FIRENZE. Le liste d’attesa nel fiorentino sono un po’ come una roulette russa. Può andare bene e quindi l’utente può ricevere l’appuntamento per una visita o per un esame nei tempi stabiliti. Oppure no. E in questo caso il paziente può aspettare anche il doppio, il triplo se non il quadruplo rispetto ai tempi stabiliti a livello nazionale o regionale. A volte è solo questione di ospedale, a volte di territorio, altre – soprattutto – di tipologia di visita o esame richiesto.

Tra chi a Careggi aveva programmato una visita otorinolaringoiatriche nel mese di gennaio, ad esempio, solo il 14,81 per cento – poco più di uno su dieci – c’è riuscito nei tempi massimi, a seconda del codice di priorità. In questo caso specifico “breve”, da eseguire cioè entro dieci giorni dalla richiesta. Tutti gli altri hanno dovuto aspettare molti più giorni: chi più, chi meno, alla fine la media ponderata dell’attesa – che tiene conto di diversi fattori rispetto alla media aritmetica e dà un numero più vicino al reale – risulta di 28 giorni e cioè quasi il triplo del tempo che un richiedente dovrebbe aspettare per svolgere l’esame. Sempre a Careggi, sempre codice “breve”, a gennaio solo una visita cardiologica su due è stata garantita nei tempi prestabiliti (il 51,28 per cento). Per una visita neurologica urgente prenotata in uno dei presidi sanitari di competenza dell’Asl – nella zona fiorentina nord-ovest – la media dei tempi di attesa lo scorso mese è stata di sette giorni. Oltre il doppio rispetto ai tre previsti. Per un esame audiometrico tonale programmato – da effettuarsi entro 120 giorni – l’Asl, in tutta l’area fiorentina, il mese scorso ha garantito solo il venti per cento di esami nei tempi. L’80 per cento è andato invece oltre. In alcuni casi, anche molto. Lo stesso è stato accertato anche per la risonanza magnetica muscoloscheletrica, sempre programmata. La percentuale non è calcolata, ma la media ponderata dei tempi d’attesa è di 284 giorni, oltre nove mesi rispetto ai quattro previsti.

A Careggi, invece, per una colonscopia da effettuare entro dieci giorni ce ne sono voluti – sempre come media ponderata – il triplo. All’Asl – per la zona fiorentina nord-ovest – delle prenotazioni fatte per un elettrocardiogramma dinamico, codice “differibile” (entro sessanta giorni per gli accertamenti diagnostici), solo una su due, cioè il 50 per cento, è stato eseguito in tempo. Si scende al 25 per cento per gli elettrocardiogrammi dinamici programmati. Uno su quattro. Per altre visite e esami – una buona parte – invece i tempi sono stati rispettati per percentuali anche vicino al cento per cento.

A macchia di leopardo

I dati – relativi al mese di gennaio – arrivano dal monitoraggio mensile fatto dalla Regione Toscana sulle liste d’attesa. I tempi che i cittadini aspettano per una visita o un esame di primo accesso. E, come si vede dalle tabelle, la situazione è a macchia di leopardo. Basta cambiare prestazione, o territorio – ma si parla di spostarsi dalla cintura sud-est a quella nord-ovest di Firenze o a quella centrale – per avere indicatori molto diversi anche per la stessa visita o lo stesso esame. O cambiare ospedale, dalle strutture gestite dall’Asl al policlinico di Careggi o al pediatrico Meyer. Di solito, va detto, i codici più alti di priorità – urgente e breve – sono quelli maggiormente garantiti, anche se non sempre al cento per cento. Qualcuno quindi “sfora” i tempi previsti, ma le percentuali di prestazioni entro i tempi in linea generale – con delle eccezioni – sono abbastanza elevate.

Le visite

Tra le peggiori, a gennaio, c’è la visita otorinolaringoiatra. Se però a Careggi i codici brevi sono garantiti solo il 14,81 per cento delle volte, l’Asl Toscana Centro dell’area fiorentina invece li garantisce sempre, o quasi. Non è così per le visite differibili (entro 15-30 giorni): qui si va da una percentuale di 55,81 per cento di visite eseguite entro i tempi previsti nella zona fiorentina nord-ovest fino al 75 per cento in quella sud-est. Quasi una persona su due o una persona su quattro ha dovuto attendere invece di più.

La situazione si ribalta per la visita programmata (entro 120 giorni): l’Asl, nella zona Firenze, ha garantito i tempi solo per il 37,5 per cento delle visite. Careggi, invece per il cento per cento, così come la stessa Asl in realtà, ma nella cintura a sud-est di Firenze. La situazione torna a quella precedente con le visite fisiatriche: per il codice differibile a Careggi nei tempi è solo il 29,09 per cento delle richieste, mentre nell’intera Asl fiorentina la percentuale sale a 98,43 per cento. Lo stesso vale per le visite pneumologiche (codice differibile): a Careggi, sempre a gennaio, il 41,67 per cento era nei tempi. Meno della metà. Nell’Asl invece quelle “in orario” erano il 92,55 per cento. In questo caso, per le visite programmate scende all’ospedale pediatrico Meyer, con il 42,86 per cento delle visite nei tempi. Qualche percentuale bassa si trova anche per le visite urologiche, quelle cardiologiche, ortopediche (con differenze importanti nelle diverse zone dell’Asl fiorentina) e neurologiche. In quest’ultimo caso, nella zona fiorentina nord-ovest dell’Asl per l’urgenza gli utenti hanno aspettato in media nove giorni (la percentuale però non è applicabile). Sempre nella stessa area, per il codice “differibile”, nei tempi previsti erano il 49,12 per cento. Nell’Asl zona Firenze solo una visita neurologica programmata su due ha rispettato i tempi.

Gli esami

Percentuali basse e quindi liste d’attesa più lunghe si trovano anche nelle prestazioni diagnostiche e negli esami. Non nella maggior parte dei casi, è vero: per l’elettrocardiogramma dinamico, i tempi sono rispettati, ma non per chi aveva una prestazione programmata, rispettata solo in un quarto dei casi, mentre a Careggi tutte nei tempi. Per una spirometria globale programmata all’Asl, il 31,37 per cento era nei tempi; l’88,89 per cento a Careggi. L’eco(color)dopplegrafia cardiaca urgente a Careggi ha richiesto cinque giorni d’attesa in media. Per quella agli arti inferiori e superiori, codice breve, a Careggi il 59,09 per cento è stata eseguita nei tempi. All’Asl la totalità. Asl dove, però, per una risonanza magnetica muscoloscheletrica programmata ci sono voluti in media 284 giorni: oltre il doppio di quelli “normali”. Solo il 20 per cento delle ecografie all’addome programmate all’Asl – zona sud-est – sono state eseguite nei tempi previsti. Per quelle brevi scende il Meyer: gli esami in tempo sono il 60 per cento. Bene il resto; percentuali alte si trovano anche per l’elettrocardiogramma, l’ecografia alla mammella e quella ginecologica, le mammografie e altre risonanze magnetiche.


 

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