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Tramvia e bus a Firenze: sui binari Sirio vola ma su gomma siamo lumache

di Giulia Poggiali

	La fermata Belfiore della tramvia
La fermata Belfiore della tramvia

Da Peretola allo stadio e poi a Careggi: in autobus raddoppiano i tempi

08 febbraio 2024
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Il profumo di qualche passeggero si mischia con quello della gomma dello snodo della tramvia. Sono le 8.04 e il binario 2 del parcheggio scambiatore Guidoni rappresenta per molti l’inizio della giornata di lavoro. I pendolari sono molti, tra studenti e lavoratori, e tutti sbadigliano, leggono le notizie del giorno e valutano con un velato interesse i look dei cantanti in gara di Sanremo. D’altronde potrebbe essere, per loro, di un viaggio lungo almeno un’ora, stando a quando suggerisce GoogleMaps, se si desidera arrivare a Campo di Marte, zona Stadio. Dentro la tramvia, che si riempie e si vuota alla velocità della luce, regna il silenzio, tipico di una mattina fatto di caffè e contemplazione.

La quiete viene interrotta solo dalle risate di un gruppetto di ragazze asiatiche, vestite di tutto punto, forse pronte per un giretto nel centro. Il tram sfreccia passando accanto ai palazzi grigi di Novoli che si confondono con il cielo. Le insegne a neon scorrono e confondono la vista di un passeggero, che si strofina gli occhi con il pugnetto della mano, quando la voce metallica e gracchiante degli altoparlanti della tramvia annunciano che siamo arrivati a Rosselli, «uscita lato sinistro». Ci sono voluti giusto 14 minuti, ma il tragitto più complesso inizia ora. Mentre una scolaresca con passo deciso si dirige verso la stazione di Santa Maria Novella, chi ha l’abbonamento con Autolinee Toscane, che comprende tramvia e autobus, attraversa la strada del viale verso sinistra e aspetta il 17, direzione Verga Tozzi. In compagnia di altre tre ragazze, e di un numero indecifrabile di automobili, camioncini, scooter e autobus che avanzano a passo d’uomo, viale Fratelli Rosselli alle 8.20 può vantare di un buon (si fa per dire) mix di gas di scarico.

Ma chi sceglie il bus, si evita la fatica di trattenere le imprecazioni e le occhiatacce, lasciando all’autista l’onere di questo sforzo. Il bus passa con una frequenza tra i 4 e i 6 minuti, e infatti bastano due minuti e arriva. I successivi metri sono fatti di fermate e ripartenze, tutto a 12 chilometri orari di media, ma almeno il veicolo non è sporco. Un momento critico è quello del sottopasso della Fortezza, dove i motorini, come formiche, si insinuano tra una macchina e l’altra, mentre alcuni furgoni tentano di fare i furbi tagliando la strada. Tutta Firenze si ritrova qui, in questo spazio buio, per poi ritornare alla luce, dove la strada è dominata dai semafori. Certo è che se una persona non avesse Google Maps, o non conoscesse i percorso, avrebbe delle serie difficoltà.

Nessuna voce che informa delle fermate: un aspetto da non sottovalutare e che soprattutto dà un punto in più alla tramvia, che oltre ad essere più spaziosa e veloce, annuncia ogni fermata. Il paragone è d’obbligo: considerando che la tramvia si estenderà quasi ovunque, i vantaggi del bus si ridurranno sempre più. Comunque arriviamo allo stadio Artemio Franchi, scendiamo dal 17 alla fermata Mazzini Masaccio, che dista 12 minuti dalla struttura. Sono le 8.56. Totale: 56 minuti. La collega è arrivata con 19 minuti di anticipo. Eppure per fare i primi 5 chilometri in tram avevamo impiegato 14 minuti. Per fare gli altri sette in bus 42. È tutta qui la differenza. Il bus raddoppia i tempi. Il viaggio riprende alle 12.30 circa. Altro giro altra corsa, ma questa volta sul 7, fermata Volta Aldini, verso Stazione Nazionale per dirigersi all’ospedale Careggi. Anche qui l’attesa è breve: passano pochissimi minuti e saliamo a bordo del mezzo. Traffico in semi tilt lungo la stretta di via Nazionale, percorrendo una velocità relativa, ovvero 17 km/h. Un tragitto di 28 minuti che si interrompe per prendere, ancora una volta, la tramvia dopo due minuti. E qui il mezzo si conferma il più veloce di tutti, e soprattutto, il più comodo, perché in appena 16 minuti arriviamo a destinazione, mettendo fine al nostro tour di Firenze via autobus e tramvia, alle 13.16 circa: 46 minuti dallo stadio a Careggi. Un’eternità. Se la tramvia risulta la scelta migliore, c’è da dire che i bus, almeno per ora, arrivano dove i lavori della tramvia stanno avanzando. Piazza San Marco, ad esempio, è il punto della città dove il 23b, il 6b, il 32b e altri, si muovono con estrema cautela. Come se stessero ballando un valzer, sulle pietre di una città che non aspetta altro che la tramvia ovunque.

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