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Vaiolo delle scimmie, sono 11 i casi in Toscana: perché non c’è bisogno di un richiamo di massa

di Danilo Renzullo
I contagi risalirebbero al periodo delle festività natalizie, sono emersi a partire dalla metà del mese, l’ultimo è stato accertato ieri (foto d’archivio)
I contagi risalirebbero al periodo delle festività natalizie, sono emersi a partire dalla metà del mese, l’ultimo è stato accertato ieri (foto d’archivio)

Le infezioni tra gli abituali frequentatori di due locali della provincia di Firenze. L’infettivologo Pierluigi Blanc: «Al di fuori dei rapporti intimi la sua trasmissione non è comune»

31 gennaio 2024
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FIRENZE. L’ultimo caso, l’undicesimo, è stato accertato ieri mattina. «Ma non c’è nessun allarme», precisa subito l’Asl Toscana centro. «La situazione è sotto controllo», aggiunge la Regione. L’attenzione resta però alta. Anzi, altissima. Perché l’obiettivo è individuare ed isolare al più presto tutti i (possibili) casi e limitare il contagio.

Sono saliti ad undici i casi di vaiolo delle scimmie accertati tra metà gennaio e ieri. Si tratta di undici uomini tra i 25 anni e i 46 anni e di una persona di 55 anni, nove dei quali residenti nel territorio dell’Asl Toscana Centro, una in quello della Nord-Ovest e una in quello della Sud-Est. Tutti abituali frequentatori di due locali della provincia di Firenze (solitamente luoghi di ritrovo della comunità omosessuale). I primi sette sono emersi a metà gennaio a seguito dell’indagine epidemiologica avviata dall’Asl dopo la prima infezione riscontrata, individuata grazie all’intuito di un medico di base del Mugello. Altri tre casi sono stati registrati tra abituali frequentatori di un altro locale del fiorentino, dove sarebbe stato “contagiato” anche l’undicesimo uomo, la cui infezione è stata accertata ieri. I primi casi risalirebbero alle festività natalizie. «Il periodo di incubazione normalmente varia tra una e tre settimane – spiega Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana centro – e l’esordio è caratterizzato da sintomi aspecifici: mal di testa, febbre, astenia. Elemento caratterizzante, dopo circa cinque giorni, sono le eruzioni cutanee che interessano prevalentemente il volto e che ha poi uno sviluppo simile a quelle della varicella».

Quelle che, da quanto emerso, ha insospettito un medico di base del Mugello che ha chiesto al paziente di sottoporsi al test e ad una serie di analisi di laboratorio. Dalla prima positività è scattata poi l’indagine epidemiologica per l’individuazione dei contatti. «Non è un’operazione semplice – specifica Berti – perché di solito c’è una reticenza di fondo, ma anche perché non è sempre detto che le persone siano conosciute». Decine quelle individuate e informate delle procedure a cui sottoporsi, tra le quali la vaccinazione per chi non ha sviluppato i sintomi. Non si procederà ad un richiamo di massa, che sarà limitato a chi ha avuto contatti diretti e stretti con le persone contagiate. «Non ci sono situazioni gravi, che sono rare, e non c’è nessun allarme, anche perché questa malattia, per le sue caratteristiche, ha un decorso benigno», aggiunge Berti. La Regione, nei giorni scorsi ha notificato i casi al ministero della Salute. «Sono state messe in atto tutte le misure individuate nella circolare ministeriale che prevedono autoisolamenteo e informazione sulle misure igieniche e i comportamenti da attuare, al fine di prevenire la diffusione ad altre persone della malattia», informa l’assessorato al diritto alla salute specificando che la situazione è «sotto controllo».

Il virus «non si trasmette facilmente», evidenzia Pierluigi Blanc, infettivologo dell’Ordine dei medici di Firenze. «Al di fuori dei rapporti intimi la sua trasmissione non è comune – aggiunge –. Ne consegue che la sua diffusione non è alta. I soggetti immunocompetenti non sono esposti a particolari rischi di complicazioni». «Nessun allarmismo», quindi «ma è chiaro – conclude Blanc – che la vaccinazione deve essere consigliata alle persone con infezione da Hiv e a quelle persone che appartengono alle categorie a rischio individuate dal ministero e dalla Regione».

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