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L’impianto

Stadio Franchi, Nardella sta dalla parte di Rocco: già partita la gara per i lavori

di Francesca Bandinelli
Stadio Franchi, Nardella sta dalla parte di Rocco: già partita la gara per i lavori

Domande entro il 13 giugno: qualità decisiva per l’aggiudicazione

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FIRENZE. Dario Nardella, il sindaco di Firenze, non solo appoggia la posizione espressa dal presidente della Fiorentina Rocco Commisso, ma soprattutto continua ad andare avanti nel suo progetto, al di là del diniego (fin qui non ancora formalizzato) arrivato da parte di Bruxelles al finanziamento dei restanti 55 milioni previsti dal programma Next Generation Eu. Come spiegato da Palazzo Vecchio, nella giornata di venerdì 28 aprile sono state fatte partire le comunicazioni alle ditta in gara per presentare l’offerta, mettendo in visione il progetto preparato.

Entro il 13 giugno, le realtà selezionate dovranno inviare tutto il materiale, avendo il Comune concluso l’approvazione integrale del progetto definitivo, previa verifica degli organismi competenti. Per l’aggiudicazione, sarà premiata la qualità: il prezzo varrà soltanto nella misura del 10% dei punti. Il progetto di restyling del Franchi finito nel tritacarne della Commissione Europea, dunque va avanti. È una questione d’opportunità: in questa corsa (ad ostacoli) contro il tempo, fermarsi adesso, scindendo cosa può entrare nella prima tranche di finanziamento, quella da 130 milioni, e cosa invece escludere col “niet” della seconda, non avrebbe senso. Rischierebbe di essere persino controproducente.

A Palazzo Vecchio, di questo, ne sono convinti. Tanto da continuare comunque a cercare soluzioni per “tappare” il buco che si è aperto negli ultimi, frenetici, giorni. «Condivido la delusione espressa da Commisso – ha detto il sindaco Nardella – per la burocrazia e per una politica nazionale che alimenta la polemica e non si prende responsabilità, soprattutto oggi, di fronte ad un progetto fatto e a una gara appena partita. Firenze merita uno stadio di livello internazionale. Abbiamo inviato le comunicazioni di conclusione della gara pubblica alle ditte che si sono presentate, per attuare il progetto uscito vincitore dal concorso internazionale, per il quale abbiamo già ricevuto 130 milioni di euro. Il governo si assuma la sua parte di responsabilità trovando una soluzione ai 55 milioni di euro che ci vorrebbero togliere, necessari a completare l'investimento».

Il sindaco è entrato anche nel merito delle dichiarazioni del presidente viola: «Apprezzo le parole di fiducia e chiarezza di Commisso. Prendiamo atto che il patron della Fiorentina conferma che non intende investire neanche un euro sullo stadio Franchi qualunque sia l'ipotesi progettuale. Tutti sappiamo che lo stadio Franchi è stato dichiarato monumento di interesse nazionale ed è per questo che è giusto che lo Stato si sia impegnato per finanziarne il recupero. A questo punto l'unica strada confermata possibile per avere uno stadio di calcio all'altezza di Firenze e dei tifosi è l'investimento pubblico. Noi non vogliamo lasciare ai fiorentini e alla Fiorentina uno stadio inadeguato e degradato».

Sicuramente, nemmeno a Palazzo sarà passata inosservata la “picconata” al senatore Renzi da parte del presidente Commisso. Sì, perché l’abbattimento delle curve prospettate dall’ex sindaco è stato il primo progetto bocciato ( il 10 ottobre 2019) dalla Soprintendenza allora guidata da Pessina. Era stato l’architetto Marco Casamonti a immaginare un restyling d’impianto, conservativo, tranne per le curve, che sarebbero state abbattute e ricostruite. Italia Viva Firenze, nella tarda serata di ieri, ha poi diramato una nota: «Al Presidente Commisso che chiede quale fosse la posizione di Renzi negli scorsi anni ricordiamo che noi abbiamo presentato emendamento in Senato nel 2019 per superare il parere delle soprintendenze e che abbiamo sempre detto no ai soldi pubblici per lo stadio».

L’assessore allo sport del Comune di Firenze, Cosimo Guccione ha poi aggiunto: «Bene l’avvio della gara per la realizzazione del nuovo Stadio Franchi. Congratulazioni agli uffici del Comune per l’efficienza mostrata. Fermarsi con un finanziamento in essere vuol dire non rispettare le “milestone” e perdere tutto per il non rispetto delle condizionalità dei fondi assegnati. Non avremmo mai potuto permetterlo. Commisso ha usato parole chiare sull’idea di Renzi di demolire le curve, dobbiamo andare avanti con questo progetto».

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