Sulla lotta al monopattino Salvini cita Nardella come un punto di riferimento
Il vicepremier e ministro dei trasporti loda le regole imposte a Firenze: «Proibire la vendita dei mezzi più pericolosi»
FIRENZE. Il “modello Firenze” finisce sul profilo Instagram del ministro Matteo Salvini come esempio di lotta al monopattino selvaggio. Il ministro dei Trasporti lancia un sondaggio tra i suoi followers citando le politiche adottate dal sindaco Dario Nardella ma anche la stretta verso cui sembra andare la città di Parigi. «Il dibattito avviato sul contrasto al monopattino selvaggio sta coinvolgendo città importanti come Firenze – argomenta Salvini sui social – dove da oltre un anno si discute dell’obbligatorietà del casco, mentre capitali europee come Parigi hanno appena annunciato un referendum in primavera sull’eventuale blocco dei monopattini in sharing. Ieri su Instagram, su oltre 3mila persone che hanno risposto, quasi 8 su 10 si sono detti favorevoli a proibire la libera vendita, senza controllo, di quei pericolosi monopattini non a norma che possono sfrecciare anche a 60 km/h, diventando fonte di gravi incidenti».
E poi l’immancabile richiesta ai suoi con una sorta di referendum social:«Voi cosa ne pensate?». Il ministro proprio in questi giorni infatti ha rimarcato che il suo dicastero si è messo all’opera affinché «alcuni mezzi a due ruote come i monopattini, che troppo spesso sfrecciano senza regole, limiti e controlli non possano più essere venduti e acquistati». Quindi la proposta: «Il limite di 20 km orari a cui viaggiano i monopattini a noleggio, dovrà essere il massimo di velocità oltre il quale non si possano più vendere o acquistare. Troppi incidenti sulle strade italiane, troppi morti e troppi feriti, soprattutto fra i più giovani».
Dal canto suo il primo cittadino di Firenze si dice disponibile a collaborare col ministro per esportare a livello nazionale le politiche che la sua amministrazione ha già messo in campo sul fronte monopattini.
La battaglia per l’obbligo del casco portata avanti dal sindaco Nardella infatti non si è arrestata neanche davanti al Tar: «Sui monopattini la città di Firenze ha accumulato un'ottima esperienza – rivendica il sindaco – Siamo stati i primi per esempio a porre con forza e in modo concreto il tema della sicurezza attraverso le ordinanze sulla obbligatorietà del casco che purtroppo sono state annullate dal Tar per assenza di una norma statale».
Dopo l’esito sfavorevole davanti al Tribunale, il primo cittadino non ha gettato la spugna, ma ha cambiato strategia: «Abbiamo introdotto l'affidamento dei servizi di sharing a società che hanno realizzato veicoli con portacasco incorporato – spiega – Abbiamo già 3 società che danno questo servizio. Abbiamo stanziato un bonus per l'acquisto dei caschi da parte dei privati». Esperienza che adesso il sindaco consegna nelle mani del ministro: «Serve una strategia nazionale sulla sicurezza e sull'uso dei monopattini ed esiste un “modello Firenze” per costruire una politica nazionale».
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