Empoli, sorrisi e rimpianti: perché il pareggio di Padova non è da buttare
Gli azzurri vanno sotto due volte, ma Ceesay prima e Distefano poi replicano ai padroni di casa. Il rammarico è per le opportunità sprecate e quella fermata... dall’arbitro
PADOVA. Il rammarico c’è. Per le occasionissime (sì, al plurale) da sorpasso sprecate e, soprattutto, per quel contropiede reale stoppato dal triplice fischio dell’arbitro Mucera. Che, peraltro, arriva in ritardo e dopo che i padroni di casa hanno già calciato non uno, come può anche starci, ma ben due corner a recupero scaduto. L’amaro sapore di quel che poteva essere e non è stato, insomma, resta. Ma non copre il profumo di un pareggio robusto, buono.
È un punto che vale e che pesa, insomma, quello dell’Empoli all’Euganeo. Perché il Padova, in tutta franchezza, oggi ha più soldi, più ambizioni e più giocatori dell’Empoli; perché è stato inseguito e raggiunto due volte; perché le cose buone (a tutti i livelli) intraviste con la Juve Stabia hanno avuto un seguito. Il filo logico che lega le ultime due uscite si ritrova già dal via, nell’undici che il grande ex (accolto bene) Andreoletti conferma in blocco e anche nell’interpretazione tattica, con il 3-5-2 che diventa 4-4-2 in fase di possesso (i padroni di casa, invece, indossano il 4-3-2-1).
L’avvio di gara è pieno di contenuti: ritmi alti, capovolgimenti continui. L’atteggiamento degli azzurri è positivo e propositivo. Ma la prima frenta per tirare il fiato, però, è fatale. Al 14’, infatti, Saporiti è in ritardo e timido nella chiusura su Carissoni a destra e sul suo cross Artistico vince il duello (uno dei pochi) con Indragoli) e incorna l’1-0 incastonandola dove Seghetti, provvidenziale all’8’ su sberla di Moro, non può arrivare.
L’Empoli non crolla né esce dal match ma con Popov che è troppo solo e sbaglia troppo, fatica a creare. La salvezza si materializza sotto forma di palla inattiva, al 30’, con un corner al solito ben calciato da Saporiti che Indragoli prolunga di testa e Ceesay insacca.. Il peggio sembra passato, ma il cielo torna a oscurarsi poco dopo: al 36’ il difensore Pastina s’inventa un micidiale controllo e sinistro al volo di sinistro dal limite che muore in buca d’angolo ed è 2-1.
Gli azzurri iniziano la ripresa con Shpendi per Popov e dopo un attimo è Ceesay a gettare nel cestino il pari sbagliando il facile appoggio al compagno appena entrato e appostato a porta vuota. C’è bisogno di altro, di più sprint, e la seconda mossa di Andreoletti è quella giusta: al 17’ dentro Degli Innocenti e Distefano (per Bandinelli e Curto). Ora il 4-4-2 è scritto nella pietra e a trazione anteriore (Ceesay e Saporiti gli esterni alti).
E siccome la fortuna aiuta gli audaci, al 19’ Distefano tocca il primo pallone delle sua partita firmando il 2-2 e il primo gol in azzurro raccogliendo un tiro di Corrado deviato da Silletti. Tutto da rifare. Ed è l’Empoli, ora, ad averne di più. Calabro piazza cambi di valore, Andreoletti sceglie l’equilibrio con Egan per Ceesay. Ma le occasioni, quelle grosse, sono tutte azzurre: Shpendi è debole di testa al 25’, Bandinelli devia involontariamente fuori un destro di Saporiti indirizzato in rete al 30’, ancora Shpendi segna ma è in fuorigioco al 33’ e sfiora il bersaglio al 36’, Distefano va a botta sicura ma debolmente (e Sorrentino salva) al 39’. Poi la già descritta ultima, gigantesca opportunità cancellata coi tre fischi.
Insomma, ce n’è abbastanza per imprecare (espulsi i dirigenti Calisti e Giunti dalla panchina azzurra) e per restare in blico tra bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Vabbè, meglio berselo e poi si vedrà...
La classifica
- Palermo 27 punti
- Ascoli 20
- Modena 20 (una partita in meno)
- Mantova 19
- Verona 16
- Pisa 16
- Benevento 16
- Avellino 16
- Padova 15
- Sudtirol 15
- Cesena 15
- Juve Stabia 12 (4 punti di penalizzazione)
- Cremonese 12 (una partita in meno)
- Arezzo 11
- Virtus Entella 10 (una partita in meno)
- Carrarese 10 (una partita in meno)
- Vicenza 9 (una partita in meno)
- Empoli 9
- Sampdoria 8 (una partita in meno)
- Catanzaro 6
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