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Empoli, ma che combini? Ko in casa con il Vicenza. Follia di Curto – Il racconto del match

di Paolo Nencioni

	La delusione azzurra (foto Nucci)
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La delusione azzurra (foto Nucci)

Il possibile salto di qualità diventa un balzo all’indietro: biancorossi concreti, però sono gli errori commessi a fare la differenza

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EMPOLI. Se ad Ascoli era stato fatto un piccolo passo in avanti, ieri l’Empoli ne ha fatto uno enorme indietro nella partita che doveva segnare lo scatto e che invece ricaccia gli azzurri nei bassifondi della classifica.

Il 2-0 col quale il Vicenza ha espugnato il Castellani ha almeno due “padri”. Il primo è la concretezza dei veneti, bravi a capitalizzare con Rauti l’unica occasione creata il primo tempo. Il secondo non si sa nemmeno come chiamarlo. Diciamo una follia di Marco Curto, non la prima, che al 56’ si è dimenticato della palla dopo aver tentato di battere un’innocente punizione e ha steso Morra che giustamente gliel’aveva soffiata. Dalla mimica del giocatore sembra di capire che volesse sistemarsi la palla prima della battuta vera e propria, ma le regole valgono per tutti e se tocchi la palla coi piedi poi la rimetti in gioco.

Insomma, un disastro. La classifica piange e la coperta è corta. Basti dire che gli azzurri hanno finito con un inedito Zedadka difensore centrale dopo l’uscita di Magnino, ed è stato proprio Zedadka a essere travolto dal subentrato Merkaj (ma non era fallo) nell’azione che all’85’ ha fatto calare il sipario, quando un altro subentrato, Deli, ha perso una palla che tutto lo stadio gli stava urlando di dare via innescando il contropiede finalizzato da Pellizzari per il 2-0 finale.

Le avvisaglie di quanto sarebbe accaduto, a ben guardare, si erano viste già dopo due giri di lancette, quando Curto ha perso una palla sanguinosa sulla tre quarti consentendo agli ospiti di lanciare Valoti in campo aperto. Buon per l’Empoli che il 10 del Lanerossi sia caduto da solo prima di poter fare nulla di pericoloso.

Eppure poi sono stati gli azzurri a costruire le occasioni più pericolose, prima con Popov, anche oggi titolare, con un colpo di testa centrale, poi con Ceesay innescato da Bandinelli e un paio di minuti dopo ancora con Ceesay . Nulla di trascendentale, ma sembravano le prove di qualcosa di più letale, e invece al 20’ una punizione di Corazza si è trasformata in oro grazie a un preciso assist di Papetti per l’accorrente Rauti. Tutto molto bello, avrebbe detto Pizzul. Tutto maledettamente più complicato per un Empoli che è andato vicino al pareggio al 28’ ancora con Ceesay (diagonale fuori di un soffio), ma è finita lì. Al 34’ Curto ha fatto il secondo errore da matita blu di giornata rischiando di innescare Rauti dopo un controllo cervellotico in area di rigore.

Se l’intervallo doveva servire a dare una scossa, non è servito. L’Empoli non è rientrato in campo con gli occhi della tigre e il Vicenza ha potuto gestire senza particolari patemi. Poi è arrivata la follia di Curto ed è accaduta una cosa strana: nei successivi cinque minuti gli azzurri hanno dato l’impressione di giocare meglio anche se in dieci. Shpendi, entrato al 50’, si è creato un’occasione al 60’ e due minuti dopo la Maratona ha esultato per il presunto pareggio di Cauz, prima che l’arbitro Allegretta annullasse la rete per un fuorigioco che in effetti c’era. Le residue speranze, come detto, si sono esaurite all’85’.

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