Empoli, gira tutto male e al Castellani il derby lo vince l’Arezzo – Polemiche sulle decisioni arbitrali
Espulso Curto con un rosso diretto al 45’, per un pestone rivisto al Var, e dopo il triplice fischio anche il tecnico Pagliuca
EMPOLI. Chi di rosso perisce poi di rosso ferisce. In questo caso l’Arezzo, reduce dalle cinque sberle del Bentegodi dopo essere rimasto in dieci, al Castellani approfitta della superiorità numerica (rosso diretto a Curto al 45’ per un pestone dopo la revisione Var) per vincere il derby con l’Empoli, ma soprattutto grazie a un plateale errore del portierino Seghetti che respinge di pugno un cross senza pretese sul petto di Romagnoli per poi veder rotolare la palla in rete. Alla fine i rossi saranno due, perché l’arbitro Michael Fabbri (insufficiente la sua direzione) ne sventola un altro all’indirizzo del tecnico Pagliuca dopo il triplice fischio. L’allenatore è colpevole di aver applaudito platealmente troppo vicino al direttore di gara che all’inizio non sembrava nemmeno essersene accorto. Il tecnico dirà poi che stava applaudendo i suoi giocatori (e in effetti li stava portando verso la Maratona). Ma è solo la ciliegina su una torta impastata bene ma venuta male.
La cronaca
L’Empoli, con gli stessi undici del sacco di Carrara, in effetti parte forte e sembra poter sfondare, ma trova sempre uno stinco o una coscia tra la palla e la porta. Le cose cominciano a mettersi male al 25’ quando Egan, pestato involontariamente da un avversario (a proposito di pestoni) è costretto a lasciare il posto a Zedakda. Ma gli azzurri costruiscono comunque tre occasioni con Shpendi (bel controllo e tiro alto al 32’), Saporiti (destro da fuori parata al 32’) e con Ceesay (alto al 41’). La partita comunque sembra nelle mani dei padroni di casa fino a quel rosso a Curto. E così, dopo la passerella di quelli che fecero l’impresa, cioè gli azzurri che vinsero con l’Inter alla prima in Serie A, il 14 settembre 1986) inizia un altro film che vede come protagonisti gli ospiti.
La ripresa
Pagliuca mette una pezza alla difesa con Romagnoli per Biondini ammonito, ma Corrado e Ceesay sono costretti a stare dietro e così Shpendi corre nel deserto. Il primo pericolo per la porta di Seghetti è un tracciante di Viviani che si perde a lato al 60’. Sul secondo lo stesso Seghetti salva su Ionita al 70’. È l’avvisaglia. Al 73’ un cross senza pretese si trasforma in oro: il portiere lo valuta male e tenta di respingere di pugno ma incoccia il petto di un incolpevole Romagnoli. Tre minuti dopo si ripete servendo l’ex Mancuso e poi deviando quel tanto che basta il rigore in movimento calciato dal centravanti. I compagni cercano di consolarlo ma ormai la frittata è fatta. Nel frattempo, ecco perché la direzione di Fabbri è insufficiente, l’arbitro tiene in tasca il giallo in occasione di tre trattenute su altrettante ripartenze azzurre. Il primo per l’Arezzo lo mostrerà a Gilli all’89’ e proprio su quella punizione scodellata in area da Saporiti poteva cambiare la storia della partita, ma il colpo di testa di Belardinelli finisce sulla traversa.
Attenzione ai cartellini
Ora l’Empoli si lecca le ferite ed è chiamato a reagire senza fare la parte del toro. I 2 rossi in 4 gare sono due indizi che ancora non fanno una prova, ma consigliano prudenza perché con questo equilibrio dono un vantaggio troppo grande per l’avversario.
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