Empoli, il Lecce non è l’unico scoglio da superare
Stanchezza e assenze pesano ma D’Aversa tira dritto. «Gara che vale, dovremo essere lucidi e propositivi»
EMPOLI. Non è una partita banale. No, non lo è. Lecce-Empoli, in programma stasera alle 2045, vale già molto in ottica salvezza e vale molto per il condottiero azzurro Roberto D’Aversa. Che torna sul “luogo del delitto”, cioè dove il 10 marzo scorso rifilò una testata all’attaccante (allora del Verona e oggi del Palermo) Thomas Henry con conseguente squalifica di 4 turni ed esonero dal club salentino che stava pilotando verso la salvezza (missione poi ultimata dal successore Luca Gotti). Come se non bastasse, poi, di mezzo c’è l’emergenza che gli azzurri devono fronteggiare come già accaduto pochi giorni fa col Como. Piatto ricco, insomma, con lo stesso tecnico che affronta i vari tempi alla vigilia di una partita di cui non nasconde l’importanza.
La sfida
E anche la difficoltà. «È chiaro che è una partita impportante – sottolinea D’Aversa – lo è per loro e lo è per noi. Conosco bene l’ambiente di Lecce e so bene che spinta può dare in certe occasioni. Non a caso i giallorossi in casa hanno battuto Cagliari e Verona. Ultimamente hanno cambiato qualcosa ritrovando equilibrio dopo il pesante ko con la Fiorentina. Insomma dovremo essere bravi facendo la nostra partita al meglio mentalmente a fisicamente». Testa e gambe, insomma. Anche se su queste peserà per forza la sfida di pochi giorni fa, lunedì, contro il Como mentre il Lecce ha giocato, a Bologna, sabato scorso... «Fare il calendario della Serie A è complicato, non si possono accontentare tutti. Diciamo – sentenzia D’Aversa – che stavolta siamo stati sfortunati noi, magari in futuro ci andrà meglio». Niente alibi, insomma. Incluse le già citate assenze che sono numerose e anche pesanti. «Dovremo valutare fino all’ultimo chi ha recuperato meglio – osserva ancora l’allenatore – perché non potremo cambiare più di tanto e scegliere il minutaggio di ognuno sarà molto importante. Sapevamo dall’inizio che potevamo andare incontro a periodi così, quindi inutile perdere tempo ed energie nervose a pensarci; meglio concentrarci su quello che possiamo determinare». Anche perché il gruppo sta trovando risorse sorprendenti («tanti giocatori hanno cambiato le ipotetiche energie lavorando sodo e bene dal primo giorno») e la posta in palio è alta. «Dobbiamo pensare solo a questa partita – avverte D’Aversa – la vittoria sul Como, per quanto bella, è il passato. È una gara importante anche se, proprio come la scorsa, non determinante. Cosa chiederò ai ragazzi? Di essere lucidi e propositivi». Già, propositivi. Perché è sempre là davanti anche l’Empoli ha i margini di miglioramento che può e deve sfruttare. «È sempre il collettivo che esalta i singoli – spiega ancora D’Aversa – quindi ora la determinazione che tutti mettono nella fase difensiva va applicata anche in avanti e nelle conclusioni. E il discorso, sia chiaro, riguarda tutti quanti e non solo i nostri attaccanti».
Il fattaccio
Ma, come detto, la gara di Lecce segna anche il ritorno di D’Aversa nello stadio dove finì in copertina per i motivi sbagliati. «Quella lite con Henry per me è acqua passata – dice – ma capisco che non si possa non parlarne. Io, personalmente, tornando a Lecce preferisco pensare ai tanti momenti belli che ho vissuto lì, sul campo e non solo, alla tante belle persone che ho conosciuto, nel club e in città, e con cui, in molti casi, sono ancora in contatto. Quel gesto è stato un mio errore, c’è poco da dire, un errore che ho pagato ma i miei ricordi di Lecce sono altri a tutti positivi». Come quello che accadde dopo. «Rimanemmo lì a vivere – racconta D’Aversa – perché non volevo spostare la famiglia prima della fine della scuola. La gente di Lecce e dei dintorni è stata speciale con noi e non lo dimentico».
Le scelte
Tornando alla sfida di stasera, invece, D’Aversa insieme al libro dei ricordi chiude, come d’abitudine, quello delle anticipazioni. «Davvero non so chi giocherà – taglia corto – quel poco tempo che abbiamo me lo prendo tutto per decidere». La scelta, però, non è poi così ampia. Non recupera Esposito, non recupera Fazzini e non recupera Grassi. In più c’è anche Anjorin in dubbio. In forte dubbio. Ad oggi, dunque, l’unico torna è Goglichidze, che dovrebbe riprendere il suo posto nel terzetto difensivo. In mezzo tutto porta verso la conferma dei quattro impiegati col Como con l’eccezione del possibile impiego di De Sceglio stavolta come esterno destro con Gyasi dirottato in mezzo al campo o come rifinitore. In avanti c’è anche l’ipotesi di vedere sia Pellegri che Colombo dal 1’ con l’ex (33 presenze e 5 gol in giallorosso nella stagione 2002/2023) al posto di Solbakken. Diversi nodi da sciogliere, insomma, ma anche la possibile conferma dell’undici che ha iniziato la sfida col Como non è da scartare. Tra i convocati non tornano né Zurkowski, ancora non a posto, né Belardinelli. Che dopo essere tornato in campo nello scorso weekend con la Primavera (un’ora in campo contro la Juve) sarà di nuovo aggregato alla truppa di Birindelli.
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