Il Tirreno

Empoli

Davvero un altro Empoli

di David Biuzzi
Il saluto degli azzurri ai tifosi della Maratona dopo il pari interno nel derby con la Fiorentina (foto Juri Autovino)
Il saluto degli azzurri ai tifosi della Maratona dopo il pari interno nel derby con la Fiorentina (foto Juri Autovino)

I numeri confermano che rispetto a un anno fa la musica è cambiata E la prima caduta in casa del la Lazio non cancella quanto di buono fatto 

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. I numeri sono freddi per definizione e in più come risaputo, il calcio non è una scienza esatta. Eppure ci sono anche quelli che parlano, che raccontano.

E che spiegano. Ad esempio perché il primo ko stagionale, quello incassato domenica sulla sponda biancoceleste del Tevere, non può né deve spedire in secondo piano un avvio di stagione straordinario. Nel senso letterale del termine: fuori dall’ordinario. Il migliore di sempre per l’Empoli in Serie A e, soprattutto, assai differente rispetto a quello dello scorso campionato. Giusto un anno fa, infatti, dopo le prime 7 tappe delle 38 previste gli azzurri erano in fondo alla classifica, peggio aveva fatto solo il Cagliari, con 3 punti. Erano arrivati, tutti, alla curva precedente (giornata numero 6) con la vittoria interna sulla Salernitana (1-0) griffata Tommaso Baldanzi. Prima e dopo (a Bologna) solo sconfitte con il primo ribaltone della stagione, e il ritorno di nonno Aurelio Andreazzoli al posto di Paolo Zanetti, dopo il tracollo di Roma con il 7-0 giallorosso del 17 settembre 2023.

Un tonfo, quello, che oggi ovviamente pesa anche sul confronto delle reti incassate: erano tantissimi, 16, un anno fa, sono pochi, 4, oggi. Al netto di Roma-Empoli, insomma, è il comportamento e il rendimento generali che sono diversi, quasi diametralmente opposti. L’Empoli di Roberto D’Aversa, infatti, ha una media di 0,57 reti incassate a partita, che il significherebbe chiudere il campionato tra quota 21 e 22.

Non segnano tantissimo, gli azzurri. Meno di un gol a partita visto che ne hanno realizzati 6 e con solo 3 giocatori a bersaglio (2 a testa per Gyasi, Colombo ed Esposito); sono pure ancora a secco in casa (0 sia la reti fatte che quelle subite al Castellani dopo 3 partite) ma sono comunque a +5 rispetto allo stesso periodo dello scorso torneo (il già citato gol di Baldanzi). Alla resa dei conti, dunque, sono soprattutto i 4 pareggi in più rispetto al torneo 2023/2024, quando erano tutte sconfitte (6 un anno fa, 1 oggi), a fare la differenza.

Ma attenzione, perché la classifica dice che tra le squadre in zona retrocessione dopo 7 turni del campionato che fu solo la Salernitana è effettivamente retrocessa. Le altre, ovvero il Frosinone e il Sassuolo, di punti ne avevano 9. E quindi e 1 solo in meno rispetto all’Empoli di oggi. Guai a pensare, insomma, che il più sia già stato fatto.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Dopo il rogo

Incendio alla Delca di Vicopisano, Arpat: «Nessuna contaminazione sui campioni vegetali» – I risultati delle analisi

di Redazione Pisa
Speciale Scuola 2030