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Ora l’Empoli torna sul luogo del delitto «Vietato sbagliare»

Il saluto degli azzurri ai tifosi dopo il derby (foto Juri Autovino)
Il saluto degli azzurri ai tifosi dopo il derby (foto Juri Autovino)

Nello stadio dove si è acceso sfida una lanciata Lazio D’Aversa avverte: «Non abbiamo margine di errore»

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EMPOLI.  Tornare sul luogo del delitto, chiunque abbia letto un libro giallo o visto un film thriller lo sa benissimo, non è mai una buona idea. Ma all’Empoli tocca farlo perché oggi il calendario dice Lazio e il teatro della sfida (in scena alle 15) è proprio quello stadio Olimpico dove non tutto è cominciato ma quasi. Certo i buoni segnali gli azzurri avevano iniziato a inviarli almeno dal test estivo in Alto Adige con lo Spezia e sia Coppa Italia (poker al Catanzaro) che campionato (pari a reti bianche col Monza) non erano certo iniziati nel peggiore dei modi, però è stato il primo viaggio nella Capitale, 42 giorni fa, ad accendere la miccia. Già, col sacco di Roma del 25 agosto l’Empoli ha capito e fatto capire molto di se stesso e del suo valore. E anche oggi proprio come allora agli azzurri servirà un’impresa.

Difficile, ma...

Ne è pianamente consapevole uno dei principali artefici di questo straordinario avvio di stagione, il tecnico Roberto D’Aversa, che della Lazio temo molto, praticamente tutto, e alla vigilia mette in guardia i suoi. «Ci attende una partita molto difficile – sottolinea, a più riprese, presentando la sfida. La Lazio è una squadra forte che attacca e difende bene. Ha tanti giocatori bravi e un allenatore come Marco Baroni che sta lavorando in maniera eccellente. In più arriva da tre vittorie e avrà la spinta dell’entusiasmo e dei suoi tifosi. Siamo consapevoli delle difficoltà che troveremo ma anche che servirà determinazione e coraggio per cercare di fare risultato». Già, perché la Lazio è la Lazio ma l’Empoli non vuole recitare il ruolo delle vittima sacrificale come finora ha sempre saputo fare. «Il nostro segreto? È che i ragazzi vanno in campo da squadra – sottolinea l’allenatore – e danno il massimo in ogni allenamento e in ogni partita. Abbiamo gradi numeri? Il numero che conta, alla fine, è quello della classifica. Oggi ci premia e dobbiamo fare di tutto per mantenere le cose così». Passando anche da partite come quella di oggi. «Che è molto difficile – ribadisce – ma di impossibile non c’è niente. Dobbiamo avere fiducia ma evitare la presunzione». D’altra parte al match si si arriva con le due formazioni appaiate a 10 punti. «Ovviamente non è né può essere uno scontro diretto, ma anche stavolta cercheremo di fare punti».

Gli accorgimenti

Con le armi di sempre, ma anche con qualche accorgimento particolare. Dettato dal valore della Lazio ma anche dal suo modo di giocare. «Cerchiamo sempre di studiare i nostri avversari – continua D’Aversa – e di sicuro la Lazio ha un po’ di tutto e può farci male in molti modi. Giocano con il 4-2-3-1 come Juventus e Fiorentina ma lo interpretano in altro modo. In avanti, ad esempio, non ci sono prima punta e trequartista ma due attaccanti puri disposti in verticale. Proveremo a limitarli con la compattezza e l’intensità, ma anche una gestione diversa del possesso palla potrebbe aiutarci. La loro partita di giovedì in Europa League? No, questo non sarà un vantaggio perché semmai ha aumentato la loro fiducia. La verità è che vista la caratura dell’avversario e il suo momento di forma non c’è margine di errore per sperare di fare risultato». E continuare una corsa che sta sorprendendo a conquistando tutti. «I tanti elogi che ci piovono addosso – dice sorridendo – sicuramente non agevolano il mio lavoro. Scherzi a parte, è gratificante. Se si parla di questi ragazzi è perché stanno facendo qualcosa di importante. E ora abbiamo l’occasione di continuare a farlo».

Le ultime

D’Aversa, che come al solito non si sbilancia sulla formazione («ladeciderò domattina», dice mentendo e sapendo di mentire...) dovrebbe provarci con lo stesso blocco difesa-centrocampo che ha fermato la Fiorentina. Più avanti la variante sarà Fazzini, destinato a riprendersi il posto sulla trequarti (fuori, probabilmente, Henderson). L’allenatore non conferma ma lascia qualche indizio. «Si è allenato in gruppo tutta la settimana – rivela – ed è a posto sotto tutti i punti vista». Anche sugli altri prescelti per il reparto avanzato qualche (parziale) indicazione arriva. «Pure Solbakken sta bene però lui ha vissuto un’estate diversa (era ai margini nella Roma, nda) e anche la gestione deve esserlo. Colombo sottotono con la Fiorentina? Non sono d’accordo. Potrà aver sbagliato un tiro e un controllo ma ha lavorato tantissimo per e con la squadra; di lui sono contento, molto contento. Detto questo non trovo neanche giusto etichettare Pellegri come una valida alternativa perché Pellegri è un giocatore valido e nelle scorse stagioni è stato solo frenato dai troppi contrattempi fisici». Oggi, comunque, a guidare il reparto avanzato dovrebbe esserci ancora Colombo, mentre per completare la coppia dei trequartisti (accanto al rientrante Fazzini) Esposito sembra favorito sul norvegese. Nella lista degli indisponibili ci sono i lungodegenti, Zurkowski e Belardinelli che sono tornati in gruppo ma non sono ancora pronti, e Maleh, ancora alle prese con noie muscolari.

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