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Calcio: il personaggio

Federico Guidi: un toscano sulla panchina della Primavera del Milan


	Federico Guidi con l'under 20 azzurra
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Federico Guidi con l'under 20 azzurra

Classe 1976, il tecnico è originario di Lazzeretto nel comune di Cerreto Guidi. Il club rossonero: «Contratto pluriennale: un caloroso benvenuto»

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EMPOLI. In una nota il Milan ha comunicato di «aver affidato la conduzione tecnica della Primavera maschile a Federico Guidi».

La carriera

Sempre nella nota rossonera si ripercorrono le tappe dell’allenatore nato a Firenze il 23 dicembre 1976: Guidi ha iniziato la propria carriera da allenatore a livello giovanile con l’Empoli – viene scritto – nel 1999, dall’estate 2007 è passato alla Fiorentina allenando diverse categorie fino all’under 19 con cui, nella stagione 2016-17 ha raggiunto la finale scudetto, conquistato nella stagione 2010-11 con la formazione under 15 viola. Successivamente, è stato chiamato ad allenare la Nazionale under 20 e poi la Nazionale under 19.

In Azzurro, ma non solo

«Dopo le due esperienze in Azzurro, Guidi matura esperienze importanti anche in categorie maggiori allenando in Serie C prima il Gubbio, poi la Casertana e il Teramo, per approdare, nel luglio 2022, alla guida tecnica della Primavera della Roma, formazione con cui lo scorso maggio ottiene il pass per la finale del campionato. Nei due anni trascorsi a Trigoria con la Primavera giallorossa, l’allenatore ha conquistato altresì una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Il tecnico toscano si unisce ora alla Primavera del Milan, da questa stagione U20, con un contratto pluriennale. Il Club rossonero rivolge a Federico un caloroso benvenuto», commentano dal quartier generale del club rossonero.

L’inizio in Toscana

Guidi ha iniziato partendo dai dilettanti dopo brevi esperienze da esterno destro offensivo (la vecchia ala) nella Libertas Montelupo e Montelupo Calcio. Originario di Lazzeretto nel comune di Cerreto Guidi, dall’età di 18 anni e per oltre vent’anni ha guidato formazioni del settore giovanile, come detto: due stagioni nel Monte Albiano, sei stagioni nel vivaio dell’Empoli, dodici nella Fiorentina e due stagioni nel club Italia (under 19 e under 20). Poi i “pro”. Ora la nuova avventura.

La filosofia

«Le mie squadre – diceva il tecnico nel 2021 a Il Tirreno – devono avere un’impronta precisa: imporre il gioco. Voglio fluidità nella manovra, sfruttamento delle corsie laterali, attenzione alle due fasi. Il calcio dev’essere propositivo, deve suscitare emozioni negli spettatori. Non mi piace vedere squadre passive che aspettano e ripartono».

I suoi maestri? Dal Barcellona di Cruijff al Manchester City di Guardiola, dal Milan di Sacchi al Liverpool di Klopp: «Seguo con interesse anche le squadre di Sarri e di De Zerbi. L’anno scorso il suo Sassuolo fece vedere del bel calcio. – proseguiva – Diciamo che mi tengo costantemente aggiornato e vedo tantissime partite. Il poco tempo libero lo riservo a mia moglie e a mio figlio».

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