Sicurezza
Guidi, predestinato della panchina «Guardiola e Klopp i miei modelli»
IL PERSONAGGIO
É l’alter ego di Guido Pagliuca. Anche lui è nato nel 1976 (compie 45 anni a dicembre) e anche lui ha iniziato partendo dai dilettanti dopo brevi esperienze da esterno destro offensivo (la vecchia ala) nella Libertas Montelupo e Montelupo Calcio. Se Pagliuca ha trascorso buona parte della carriera ad allenare tra i dilettanti, Federico Guidi, originario di Lazzeretto nel comune di Cerreto Guidi, dall’età di 18 anni e per oltre vent’anni ha guidato formazioni del settore giovanile: due stagioni nel Monte Albiano, sei stagioni nel vivaio dell’Empoli, dodici nella Fiorentina e due stagioni nel club Italia (under 19 e under 20). E soltanto negli ultimi tre anni si è cimentato con le prime squadre di Lega Pro: dal Gubbio alla Casertana e in questa stagione il Teramo. Ma se Pagliuca ha un carattere irascibile e fumantino, Guidi – sposato e padre di un bimbo piccolo – è esattamente l’opposto: flemmatico, riflessivo, educato. In una parola: anglosassone. Tanto è focoso il trainer di Cecina quanto è glaciale quello di Cerreto. Due modi diversi di intendere la professione con un credo comune che li unisce nonostante le evidenti diversità: il pressing, l’aggressività, il gioco offensivo. Pagliuca e Guidi sono legati dallo stesso modulo: il 4-3-3. «Le mie squadre – dice il tecnico fiorentino che da bambino tifava per il Milan e da adulto è un sostenitore della Fiorentina – devono avere un’impronta precisa: imporre il gioco. Voglio fluidità nella manovra, sfruttamento delle corsie laterali, attenzione alle due fasi. Il calcio dev’essere propositivo, deve suscitare emozioni negli spettatori. Non mi piace vedere squadre passive che aspettano e ripartono». Non è un caso se i suoi «maestri» sono allenatori portatori di un calcio offensivo e moderno: dal Barcellona di Cruijff al Manchester City di Guardiola, dal Milan di Sacchi al Liverpool di Klopp. «Seguono con interesse anche le squadre di Sarri e di De Zerbi. L’anno scorso il suo Sassuolo fece vedere del bel calcio. – prosegue Guidi – Diciamo che mi tengo costantemente aggiornato e vedo tantissime partite. Il poco tempo libero lo riservo a mia moglie e a mio figlio».
I suoi idoli calcistici? Tre geni assoluti del pallone: «Maradona, Van Basten e Roberto Baggio sono i giocatori più forti visti all’opera negli ultimi 40-50 anni. Quei gesti tecnici e quelle invenzioni illuminanti rimarranno per sempre nella storia del calcio».
L.T.
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