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«Empoli, sei un miracolo, ora arrivano i rinforzi»

di David Biuzzi
«Empoli, sei un miracolo, ora arrivano i rinforzi»<br type="_moz" />

Il presidente Fabrizio Corsi tra gioia e un annuncio a sorpresa «È possibile l’ingresso nel club di un socio, io sono fiducioso»

28 maggio 2024
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EMPOLI.  «È un miracolo, è un miracolo». Fabrizio Corsi lo ripete come un disco rotto. Anche se in 33 anni di presidenza dell’Empoli (a luglio il non banale anniversario) ne ha viste e vissute tante e anche se le luci hanno sovrastato nettamente le ombre, una salvezza al fotofinish (agli ultimi secondi dell’ultima gara) non lo lascia indifferente.

È uno dei suoi segreti, d’altra parte, quello di vivere il ruolo di massimo dirigente con grande competenza e con la passione di un tifoso della Maratona (cuore pulsante del popolo azzurro). Passata la nottata del successo sulla Roma e dell’ennesima impresa sportiva compiuta, insomma, è ancora travolto dalle emozioni. «Ora posso ammetterlo – dice, dando libero sfogo al “mostro” con cui ha convissuto per mesi – non ci credevo. Sì, ci speravo ma non ci credevo. Le mie pillole di fiducia sono state il direttore sportivo Accardi e mister Nicola. Parlavo con loro e mi riaccendevano tutte le volte che vedevo nero. Avevano ragione».

Significa che ripartirà da loro?

«Ora è il momento di goderci il capolavoro che squadra, staff e piazza hanno fatto, poi penseremo al futuro. Comunque i contratti li hanno entrambi e di sicuro saranno i primi con cui parlerò».

Parlava anche della piazza e, in effetti, stavolta il popolo azzurro ha risposto come non mai...

«I nostri tifosi sono speciali da sempre. Stavolta, è vero, sono andati oltre a nel momento del bisogno il loro calore è stato decisivo».

In arrivo c’è la Serie A numero 27, la sua 16ª volta da presidente: che effetto le fa?

«È incredibile, pazzesco. Una gioia e anche una responsabilità pesante».

Già, in questi anni il calcio è cambiato tantissimo; Empoli è sempre più un’eccezione e ora sul massimo palcoscenico arrivano il Parma del magnate Krause e il Como dei fratelli Hartono, multimiliardari indonesiani: si è mai chiesto “ma che ci faccio io”?

«Tutti i giorni e anche più di una volta al giorno. Il panorama è questo, però, ed è vero che è sempre tutto più difficile. L’Empoli, però, andrà avanti con la filosofia di sempre, la sua idea di calcio fatta di bilanci in ordine e di giovani in primo piano. La speranza è che possa farlo con nuova linfa e, forse, i presupposti ci sono».

Sta dicendo che ci sono novità societarie in arrivo?

«Sì, forse sì».

Un socio o un passaggio di consegne?

«Non posso, ora, dire o spiegare più di tanto. Diciamo un modello Atalanta, in linea di massima».

Quindi un socio, di minoranza o maggioranza che sia, ma insieme ma con Corsi al timone?

«È presto per entrare nei dettagli, ma una soluzione alle porte potrebbe esserci, sono fiducioso».

Non aggiunge altro, il presidente, ma dal poco che filtra si tratterebbe del possibile ingresso di un fondo d’investimento (straniero, pare) probabilmente con una quota di minoranza (almeno inizialmente) e la famiglia Corsi, Fabrizio ma anche la figlia Rebecca, ai loro posti. Un’iniezione di forze frasche e contanti che consentirebbe all’Empoli di attrezzarsi meglio per le sfide del futuro. Anche quello prossimo. Con una Serie A sempre più competitiva da affrontare e non solo. Già, perché tra i capitoli aperti ci sono anche quello del centro sportivo di Monteboro da ampliare e di uno stadio da rimettere a nuovo. «Progetti – precisa Corsi – che avremmo portato avanti anche senza questa miracolo salvezza». Lo stadio insieme a Computer Gross, l’azienda costruttrice (in corsa sono rimaste in due) e Conad (che non entrerà nel gruppo a tre che gestirà il tutto ma assicura l’affitto di un ampio spazio commerciale). «Presenteremo il progetto subito dopo le elezioni – assicura il presidente – e con il lavoro di Luca Lotti siamo fiduciosi anche di avere un aiuto, economico e non solo, delle istituzioni».

Il futuro è ancora azzurro, insomma.

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