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Il traguardo non è più impossibile. L’Empoli si gode la lenta scalata

Capitan Luperto esulta al termine della partita vinta in trasferta venerdì contro la Salernitana (foto Empoli Fc)
Capitan Luperto esulta al termine della partita vinta in trasferta venerdì contro la Salernitana (foto Empoli Fc)

In attesa della partita di questa sera allo Stadium tra l’Udinese e la Juventus la squadra di mister Nicola resta al quindicesimo posto e mette nel mirino la Viola

12 febbraio 2024
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EMPOLI. La strada che dai caldissimi bassifondi dell’inferno porta agli irti colli del purgatorio pare essere molto breve. C’è da immaginarsi la sorpresa di chi, impegnato tra un bagordo sanremese o altre questioni magari molto più serie, non ha potuto tenere d’occhio i risultati di questo weekend di Serie A: aveva lasciato il campionato con l’Empoli penultimo e uno scontro diretto da giocarsi e lo ritrova con gli azzurri davanti non a due ma a cinque squadre, al quindicesimo posto. Tirare un sospiro di sollievo per questo risultato dà la misura delle difficoltà incontrate durante l’annata.

A volerla buttare sulla precisione, non è stato toccato il punto più alto della stagione. La sconfitta di misura, per 0-1, a Verona della prima giornata significava essere in un gruppone a 0 punti che partiva dalla quattordicesima posizione. Dettagli, insomma. Anche perché, dopo la gara d’esordio, l’Empoli aveva dovuto aspettare fino alla nona giornata, alla grande vittoria nel derby con la Fiorentina, per rivedersi fuori dalla zona retrocessione. È successo due sole altre volte: alla dodicesima tornata, dopo la vittoria col Napoli, e due settimane dopo in seguito al pareggio col Genoa. Ma non hanno rappresentato altro che piccole boccate d’ossigeno in una lunga lotta nel fango più insidioso, pronto a trascinare giù sul fondale ogni contendente che mostra il minimo segno di incertezza o sicurezza.

Sono bastate quattro partite, giusto quattro, per ribaltare completamente la situazione. Scomparsa la squadra balbettante e poco convinta dei propri mezzi che ben poche qualità riusciva a mettere in mostra, dalla partita contro il Monza scende in campo una truppa costantemente compatta, decisa, aggressiva, con una forma mentis lontana anni luce da quella precedente. Ovviamente il merito non può che andare a chi ha preso con fermezza il timone della barca, cambiando drasticamente la rotta e anche la fisionomia dell’Empoli. Davide Nicola è stato chiamato al Castellani per un motivo e uno solo: dare tutto, con ogni mezzo necessario, per far rimanere la squadra in Serie A. Non solo non ha tradito le attese, ma anche i tifosi più ottimisti difficilmente potevano immaginare un impatto di questo genere.

La partita di venerdì sera contro la Salernitana è a dir poco emblematica nel mostrare il cambio totale, mentale prima ancora che tattico, portato dal tecnico di Luserna San Giovanni. Un primo tempo scintillante, dove all’ormai solita fase difensiva solidissima e sempre attenta all’equilibrio è stata abbinata per la prima volta anche un’ottima fase di possesso e di gestione del gioco, ha portato a un secondo tempo più attendista dove il baricentro si è abbassato per assorbire un avversario che ha trovato forza dalla propria disperazione e dall’unico errore in copertura visto nei novanta minuti. Ma il punto focale, l’evidente difformità con le precedenti versioni stagionali dell’Empoli, è proprio nella testa dei giocatori. Ognuno di loro è rimasto in partita fino al fischio finale, ogni subentrato ha messo in campo tutto quel che doveva. Solo quando si ha questo tipo di mentalità si possono acchiappare al volo le occasioni che vengono concesse. Che siano arrivate praticamente al fischio finale di partita, contro una difesa non proprio indomita come quella della Salernitana, per ora sono dettagli trascurabili: l’importante è vivere il momento e portare a casa il risultato. E lo fa solo chi è sempre con la testa nella gara.

Così al lunedì mattina, e al netto di una vittoria impronosticabile dell’Udinese sulla Juventus, l’Empoli è al quindicesimo posto in classifica. Guai a parlare di percorso finito, Nicola sarebbe il primo a darci uno schiaffo anche solo per l’azzardo. Ma mai, in questa stagione, si è avuto così chiaramente il sentore di aver infilato i binari giusti.

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