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Empoli. Questo girone di ritorno assomiglia a quello di Andreazzoli

di Luca D’Alessandro
Empoli. Questo girone di ritorno assomiglia a quello di Andreazzoli

Sette punti in 12 partite dopo l’impresa compiuta a San Siro contro l’Inter

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EMPOLI. Durante tutto l’arco di questa stagione mister Zanetti è sempre stato molto chiaro, quando si è approcciato ai microfoni della stampa. Uno dei suoi dettami, esposto senza mezzi termini, è quello che del passato, a lui, importa poco: nessun paragone con la gestione precedente, anche pochi riferimenti alla sua annata a Venezia, quel che conta è solo il presente. Auspicio ragguardevole, senza dubbio; purtroppo per tutti, però, non può che venir meno nel guardare come si sta evolvendo questa stagione, soprattutto il girone di ritorno che vede gli azzurri come la peggiore squadra del torneo. Ci perdonerà il tecnico di Valdagno, ma è ancora troppo vivida la memoria del tonfo che l’Empoli fece nella seconda parte della scorsa stagione. Se dopo diciannove partite la squadra diretta al tempo da Andreazzoli era nona in classifica con 27 punti, alla giornata trentuno erano diventati solo 33 con 6 miseri punticini raccolti in dodici incontri, veramente pochi. Purtroppo l’avventura di Zanetti sta ripercorrendo passi estremamente simili: girone d’andata da 25 punti conquistati, con un ottimo decimo posto in classifica, e dodici partite in quello di ritorno in cui i punti guadagnati sono solo 7. Performance che rende l’Empoli, in questo lasso di tempo, la peggior squadra della seconda parte di stagione nella categoria dei punti fatti, in quella delle partite vinte (una come Spezia e Sampdoria che, in compenso, hanno trovato più pareggi) e in quella dei gol fatti, 8 come il Lecce; gli azzurri hanno anche la quarta peggior difesa, dietro Cremonese, Sampdoria e Spezia, e la seconda peggior differenza reti del girone di ritorno, di un solo punto migliore di quella della stessa Cremonese.

A voler guardare più accuratamente, differenze tra i due percorsi comunque se ne trovano. Per esempio l’Empoli di Andreazzoli alla trentunesima partita del campionato non aveva ancora vinto nel girone di ritorno e dovette aspettare la giornata 34, quella dell’inaspettata e bellissima rimonta contro il Napoli dell’amico ed ex azzurro Spalletti. Casualmente, proprio in quella giornata il Venezia perse in casa contro l’Atalanta, sconfitta che decretò l’esonero di Zanetti dalla panchina dei lagunari. E sempre legata ai neroverdi è un’altra differenza importante: infatti era proprio mister Zanetti a detenere, anche lo scorso anno, il peggior record del girone di ritorno, con un solo punto in meno conquistato rispetto all’Empoli. Ma ciò che più è cambiato, ed è sicuramente la discrepanza più importante tra i due percorsi, è la distanza dal terzultimo posto: nonostante le difficoltà, alla trentunesima giornata dello scorso anno gli azzurri avevano ancora 11 punti di vantaggio sulla zona retrocessione; ora il margine è di sole 6 lunghezze.

«Mancano 7 partite e ci sono 21 punti in palio; del girone di ritorno ne parleremo alla fine del campionato. A noi dei gironi interessa poco, ci interessa quanti punti faremo per salvarci. Il girone d’andata è stato qualcosa di straordinario, e forse l’abbiamo detto poco, ora dobbiamo essere lucidi nel cercare di fare punti nelle gare che contano», ha dichiarato mister Zanetti dopo la sconfitta contro l’Inter. Una difesa d’ufficio giusta nei numeri, che danno ancora grande margine di manovra, e nella sostanza, quella che guarda agli scontri diretti come i momenti chiave in cui conquistare la salvezza: il primo vero match point per assicurarsi la permanenza in Serie A era la sfida in casa con la Cremonese di due giornate fa ed è stato fallito. Il prossimo arriva già domenica, quando l’Empoli giocherà in casa di un Sassuolo che ha poco da chiedere al campionato (ma è la terza miglior squadra del girone di ritorno) e in contemporanea a Cremona arriverà il Verona in un tremendo scontro diretto. Un’occasione che, se qualche settimana fa si poteva anche far passare senza troppi patemi, ora va colta senza possibilità d’appello.


 

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