Empoli Il sogno salvezza è vicino A Cremona il primo match ball
Ma Zanetti avverte: «Non sono gli stessi battuti nel girone di andata»
EMPOLI. Se non è un match point, ci assomiglia molto. Non tanto per tenere lontana la Cremonese, che ha già più di un piede in Serie B, quanto per raggiungere il prima possibile la quota che dà diritto alla pace dei sensi.
Nessuno tra gli azzurri ha la tentazione di prendere sottogamba la sfida tra Empoli e Cremonese in programma oggi pomeriggio allo Zini, seconda tappa di un trittico lombardo iniziato col Milan e che si chiuderà domenica 23 con l’Inter al Castellani. Certamente non la prende sottogamba il tecnico Paolo Zanetti. «Un match point? – dice – È uno dei nove che abbiamo di qui alla fine. I nostri obbiettivi non cambiano. Vogliamo fare più punti possibile, a cominciare da questa partita».
Zanetti pensa di trovare una Cremonese molto diverda da quella affrontata e battuta all’andata. Rispetto alla gestione di Massimiliano Alvini, quella di Davide Ballardini «è una squadra camaleontica, molto duttile – spiega il tecnico – Una squadra che adatta il sistema di gioco all’avversario, con grande attenzione alla tattica, insomma più solida e rognosa da affrontare. Per loro è quasi l’ultima spiaggia e noi dovremo stare attenti a mantenere alta la tensione. È una delle partite più difficili per noi, perché la Cremonese sta molto bene, ultimamente ha fatto buoni risultati, ha giocatori di grande gamba. Sono partite che si giocano sui dettagli, e certe volte bastano gli episodi (il riferimento è alla rocambolesca vittoria del Verona nell’ultimo turno contro il Sassuolo, ndr). In ogni caso noi ogliamo dare continuità ai risultati».
La buona notizia, ma solo in prospettiva, è che Guglielmo Vicario è tornato ad allenarsi. «Il problema è superato – ha spiegato Zanetti – Ora bisogna farlo tornare in forma, i tempi saranno più brevi rispetto a quellil dei giocatori di movimento, deve ritrovare un po’ di forza e un po’ di chili, massimo tra un paio di partite può tornare al suo posto».
Niente da fare invece per Akpa Akpro e Ismajli, che saranno sostituiti rispettivamente da Fazzini e De Winter, come già accaduto a Milano. Forse l’unico dubbio di formazione è in attacco. Dato per scontato l’impiego di Caputo, si giocano una maglia Piccoli e Cambiaghi, con Satriano pronto a inserirsi.
Nella conferenza stampa della vigilia c’è anche il tempo per tornare sull’impresa di Milano, quel pareggio a reti bianche che quasi nessuno aveva pronosticato. E sull’importanza di conoscere i propri limiti.
«Io prima ero molto più talebano – confessa Zanetti – In altri tempi quella partita l’avrei persa magari anche 5-0. Ogni tanto bisogna capire chi siamo e chi affrontiamo. Abbiamo pareggiato con una squadra che è a un passo dalla semifinale di Champions League. Col Lecce dovevamo fare una partita propositiva e l’abbiamo fatta, col Milan una difensiva e l’abbiamo fatta. Non c’è un solo spartito. Ora è il momento di fare punti per arrivare all’obbiettivo della salvezza».
Un traguardo da perseguire con un sistema di gioco ormai collaudato. «Siamo una delle poche squadre che giocano così – ha spiegato Zanetti – rinunciando all’ampiezza per avere la qualità dentro il campo. È un sistema che spreme molto le due mezzali e dove il play e il trequartista sono fondamentali».
Sull’importanza delle ultime partite in chiave mercato, Zanetti la pensa in maniera un po’ diversa dal presidente Corsi: «Sì, conta il finale, ma per me ancora di più la continuità delle prestazioni. I nostri giovani hanno questa qualità, stanno dentro tutte le situazioni perché hanno grande personalità. Comunque meglio facciamo di squadra e meglio sarà anche per i singoli».
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