Impresa dell’Empoli a San Siro: il ruggito del coniglio diventato lepre
Un altro Tommaso regala la vittoria al Meazza 19 anni dopo lo storico gol di Rocchi
EMPOLI. L’anno del coniglio d’acqua inizia alla grande per l’Empoli, malissimo per l’Inter nonostante gli ideogrammi sulle maglie per celebrare il capodanno cinese del presidente ragazzino Zhang. Diciannove anni dopo, gli azzurri tornano a espugnare San Siro con un gol di un altro ragazzino, Tommaso Baldanzi, definitivamente sbocciato al Meazza. Anche allora si giocò di gennaio, anche allora l’Inter rimase in dieci per l’espulsione di Emre (stasera di Skriniar, forse alla sua ultima apparizione in nerazzurro, se davvero andrà a Parigi). Tavano fece un gioco di prestigio a un terzino presto dimenticato, Brechet, che ancora lo cerca sulla fascia, e servì a Tommaso Rocchi, un altro Tommaso, la palla dello storico 1-0 nel recupero. Vedere per credere, toccare per credere, come San Tommaso. Ma è tutto vero. Al triplice fischio dell’arbitro Rapuano si intravede anche qualche lacrima sulla panchina azzurra. Emozione giustificata da un’impresa del classico David contro Golia, di una squadra la cui rosa vale un sesto di quella nerazzurra, in una città trenta volte più grande, di fronte ai quasi 70.000 del Meazza che sono il doppio degli abitanti di Empoli.
Si comincia con due sorprese tra gli azzurri e una mezza sorpresa tra i nerazzurri. Dentro dal primo minuto sia Bajrami per Baldanzi che Cambiaghi per Satriano, che ha avuto qualche problema in settimana. Sull’altro fronte non c’è il totem Dzeko e al suo posto il ripescato Correa.
Si vede quasi subito che i padroni di casa non sono quelli scintillanti della trasferta d’Arabia. Prima del fischio d’inizio hanno mostrato al loro popolo la Supercoppa ma in campo sonnecchiano, sembrano un po’ svagati e al 12’ concedono la prima occasione a Cambiaghi, bravo a controllare un lancio lungo prima di impegnare Onana. Al 17’ la migliore azione dell’Empoli nella prima frazione con una veloce combinazione a centrocampo e un’imbucata per Caputo che tira a botta sicura trovando la deviazione decisiva di Skriniar. Il primo squillo dei padroni di casa arriva al 20’ con Dimarco al volo murato da Vicario. Alla mezz’ora l’Inter aumenta i giri del motore, alza il baricentro ma non crea vere occasioni. Al 40’ la svolta col secondo giallo a Skriniar, già ammonito per un fallo su Ebuehi e riammonito per una scarpata in testa a Caputo, che già giocava col turbante per un precedente scontro e finirà la partita con una specie di cuffia nera da piscina dopo aver preso una quantità abnorme di botte.
Al rientro dagli spogliatoi Inzaghi si cautela con Bellanova al posto di Correa e cerca di rimanere in partita, confidando sui numeri che raccontano di una squadra, la sua, letale tra le mura amiche, in undici o in dieci non importa. Ma l’Empoli comincia a crederci, non affretta i tempi e prende le misure. Al 50’ Darmian anticipa di un soffio Caputo; al 58’ un contropiede condotto da Cambiaghi porta al tiro Bajrami, murato da Onana. I nerazzurri sono sempre più nervosi, protestano su tutto, con un atteggiamento che sembra quasi di lesa maestà. E al 64’ arriva il momento di Baldanzi per Cambiaghi. Ci mette meno di due minuti il folletto di Castelfiorentino per entrare nella storia dell’Empoli, arpionando una palla al limite dell’area e spedendola con un forte sinistro sotto la pancia di un Onana non del tutto esente da colpe.
Inizia un’altra partita, 29 minuti con Inzaghi che mette le torri Dzeko e Lukaku sperando in una spizzata. Onana diventa portiere di movimento, come a calcetto, e c’è un solo schema: lancio lungo per i lunghi. Ma tutti gli assalti si infrangono contro una difesa azzurra che non perde mai la testa nonostante il ruggito di San Siro. E alla fine il ruggito è degli ospiti. Il ruggito del coniglio che si è fatto lepre e non lo prendi più.
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