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Empoli

Il ritorno del guerriero «Empoli, lo choc si cancella col cuore»

di Alessandro Marmugi

La “bandiera” Stefano Bianconi è ora nello staff di Vivarini «Impegno e serietà per far dimenticare la retrocessione»

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EMPOLI. Se fosse un film si intitolerebbe “Il ritorno del guerriero”. Già, sarà per via della sua fisicità imponente o per il carattere, ma anche in panchina Stefano Bianconi non ha perso quella grinta e quella determinazione che lo caratterizzavano anche all’interno del rettangolo di gioco. Per lui questa è l’ennesima avventura in azzurro, dove ha giocato in tutte le categorie professionistiche tra promozioni ma anche momenti più dolorosi. Questa volta per l’Empoli c’è un nuovo inizio e anche per lui ci sono compagni completamente nuovi. Un’avventura che ha il sapore di una vera e propria sfida.

Che effetto fa essere di nuovo a Empoli?

«Un bell’effetto. Fa sempre piacere ritornare qua. Sono molto legato a Empoli, questa per me è davvero una seconda casa».

Questa volta però torna con una missione davvero difficile. Ricostruire l’Empoli. Come procede?

«Siamo in fase di costruzione, la squadra è nuova i giocatori sono nuovi, ci vorrà del tempo prima di vedere il vero Empoli. Speriamo di completare questo percorso il prima possibile, in modo da avere vantaggi. In caso contrario il vantaggio ce l’avranno gli altri. Ci vuole tempo anche se hai a che fare con giocatori importanti, per amalgamare il tutto».

Come sono stati questi primi giorni di lavoro con mister Vivarini?

«Non conoscevo né lui, né suo staff, sono davvero eccezionali. Persone umili, competenti, devo dire che mi trovo davvero molto bene, speriamo che questo bel rapporto sia un valore aggiunto per riuscire a ottenere i risultati».

Non è stato un inizio semplice, alcuni tifosi ancora sono delusi per l’ultima retrocessione…

«La retrocessione a Empoli l’ho già vissuta da giocatore, forse è stata ancora peggiore di quella della stagione passata perché eravamo già retrocessi a gennaio. Al tifoso basta poco per dimenticare, basta fare le cose per bene».

Cosa serve?

«I tifosi vogliono vedere l’impegno, la serietà. Per questo la società quest’anno ha cercato dei giocatori, ma soprattutto uomini veri. Con un po’ di pazienza ci possiamo togliere delle soddisfazioni».

La sconfitta in Coppa Italia, contro il Renate sembra servita a dire la sveglia alla squadra…

«Quella col Renate è stata una partita strana. Loro hanno fatto la partita della vita e vuoi per una condizione non eccellente è venuta fuori una partita in rischio. Per questo stiamo lavorando su una mentalità vincente. A partire dal torello fino alla partitella in allenamento i ragazzi non devono mai accettare di perdere. Solo così possiamo vere questo spirito anche in partita».

Anche perché quello di quest’anno si preannuncia come un campionato di serie B davvero difficile. Come va affrontato?

«Un giocatore che partecipa al campionato di serie B se sa che ci sono diverse avversarie di valore secondo me deve prenderlo come uno stimolo in più. Ti deve dare motivazione per affrontare ancora meglio la stagione. Quest’anno ci saranno squadre davvero competitive, ma sinceramente un campionato di B facile io non l’ho mai visto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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