Lorenzo Tonelli, l'avvocato difensore
Filippo Cioni
◗
Lorenzo Tonelli Il capitano della Primavera studia legge ma sogna da calciatore
3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Il pallone certo, ma anche lo studio nella vita di Lorenzo Tonelli. Il capitano della Primavera di Ettore Donati è quello che si divide fra il campo di calcio e i libri di giurisprudenza, facoltà che frequenta a Firenze. «Se non arriverò in alto nel mondo del calcio - dice - almeno avrò aperta un'altra strada». Quella dell'avvocato... difensore. Non potrà essere altrimenti per lui che in campo è il pilastro della retroguardia azzurra, bunker con pochi gol al passivo. Primo anno con la fascia al braccio, ogni tanto si è tolto la soddisfazione di realizzare gol. Ma Tonelli, da buon capitano, condensa anche i principi dell'ambiente azzurro. Quello fondato su valori come lealtà e correttezza in campo. Non a caso all'ultimo torneo di Viareggio ha vinto il premio del fair play intitolato alla memoria di Niccolò Galli. «Un premio che mi ha fatto piacere perché testimonia la correttezza del nostro ambiente - commenta Lorenzo - e mi ha dato la possibilità di farmi conoscere. Certo avrei preferito vincere la finale con la Juve». Lorenzo è il "vecchietto" dei suoi (è nato il 28 gennaio del 1990), e quella fascia al braccio ha un sapore particolare ma richiede in cambio un certo atteggiamento. «Ho una responsabilità importante - ammette - devi dare l'esempio giusto e non puoi permetterti sbagli. Sono orgoglioso di essere il capitano e in quel ruolo mi trovo bene». Anche se all'inizio non è stato facile introdursi nell'ambiente di Monteboro. «Con Donati non avevo buon feeling e giocavo poco, poi ho dimostrato quel che valgo. È come un secondo padre e mi dà consigli importanti». Dopo i primi calci nella Settignanese, 10 anni in azzurro. Ora pensa alla sua Primavera che lotta per le finali scudetto, nel cassetto il sogno di un campionato importante. Magari in prima squadra, dove ritroverebbe l'ex compagno Angella. «Un amico, un modello e uno dei difensori più forti che abbia visto - dice - da piccoli giocavamo insieme a Empoli. O meglio giocavo io che ero più giovane e non lui, incredibile. Poi nel tempo si è meritato ciò che ha». Fiorentino di nascita, due fratelli più piccoli (Cesare di 16 anni e Giovanni di 12), Tonelli si divide tra calcio e studio. «Non ho molto tempo per altro - ammette - ma sono felice così». E piedi per terra, a partire dalla famiglia. «I miei - dice Tonelli - sono felici del fatto che giochi già ad ottimi livelli, mantenendosi però anche scettici sul futuro. Così mi invitano a studiare, anche se io non sono così assiduo coi libri...». In campo, invece, non manca una gara. «Ci mancano ormai cinque partite - conclude - e non dobbiamo sbagliare se vogliamo centrare le fasi finali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
