Il Tirreno

Empoli

Il dolore

In centinaia all’addio a Nonna Silvi: «Hai sempre dato tutto per gli altri» – Video

di Danilo Renzullo
Nel riquadro Nonna Silvi, poi due foto del funerale (foto Nucci)
◗
Nel riquadro Nonna Silvi, poi due foto del funerale (foto Nucci)

Montespertoli, lacrime e un lungo applauso per salutare Silvana Bini, la cuoca influencer diventata un fenomeno del web: aveva 85 anni. Il cordoglio della comunità e le parole dei nipoti

3 MINUTI DI LETTURA





MONTESPERTOLI. Le lacrime sono soprattutto quelle dei nipoti, Gabriele e Simone Martini, quelli che più di ogni altro hanno accompagnato Nonna Silvi nel suo più incredibile e impensabile “viaggio”. Ma le lacrime sono di un’intera comunità, quella che si è stretta attorno ai familiari di Silvana Bini, la cuoca toscana diventata un fenomeno del web morta nella notte tra venerdì e sabato, all’età di 85 anni, e di un mondo – in questo caso virtuale – che nella semplicità e nella spontaneità di Nonna Silvi ha riscoperto un pezzetto di sé.

Le parole

«Le lacrime sono il segno dell’amore verso questa persona», sottolinea don Carlo Ballerini celebrando il funerale di Bini. Non solo un ricordo quello di oggi, 2 novembre, nella gremita chiesa di Sant’Andrea, ma un momento di unione anche attorno a quei valori – semplicità, amore e rispetto – che hanno alimentato l’esistenza di Nonna Silvi, food blogger e food influencer celebrata in tutto il mondo, ma rimasta sempre ancorata ai suoi “pilastri”: genuinità, lavoro e l’amore per la famiglia.

Il cordoglio

Fiori e lacrime per scandire un ultimo viaggio che si è chiuso con un lungo applauso. Il tributo (tra i presenti anche il sindaco di Montespertoli Alessio Mugnaini e il sindaco di Montelupo Simone Londi) ad una persona che ha portato nel mondo le tradizioni della Toscana rurale – a partire da quelle culinarie –, ma ha avuto anche il merito di “rivoluzionare” in qualche modo il mondo dei social network, rompendo lo schema della finzione e mostrandosi ai suoi quasi otto milioni di follower per quello che era. Senza filtri, senza maschere, il volto genuino di chi ha attraversato la guerra e ha conosciuto la fame, il volto di chi ha lottato per reinventarsi più volte nella vita con l’obiettivo di costruire per la famiglia un domani migliore dedicandosi al lavoro e facendo da “collante” tra diverse generazioni.

Il ricordo

«Eri una persona forte, determinata, dedita al lavoro e con una tempra rara – ricorda il nipote Gabriele –. Chi ti conosce veramente sa quanto eri semplice e quanto hai vissuto in semplicità. Hai dato tutto per gli altri, non hai voluto niente per te. Mettevi sempre la famiglia al primo posto. Sono felice di aver passato con te quest’ultimo periodo della tua vita. Quante ne abbiamo fatte. Abbiamo girato mezzo mondo, abbiamo visto luoghi e conosciuto persone. E tutto questo lo dobbiamo a te, alla grande donna che eri. Mi ricordo a luglio, a New York, dopo una giornata intensa di lavoro eri stremata, ti sei coricata nel letto e addormentata subito.

Io ti osservavo e mentre ti guardavo pensavo: quanta forza, quanto amore avevi per noi. Tu non eri lì per te, tu eri lì per noi, dall’altra parte del mondo per costruire per gli altri, per creare un futuro migliore per tutti noi. So che ci aiuterai e sarai nel nostro cammino come hai sempre fatto e per questo ti prometto che tutto quello che abbiamo fatto e costruito non verrà gettato al vento. Farò e faremo di tutto per portarlo avanti con amore, forza e attenzione, come ci hai insegnato te». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Se ne parla ora

In aggiornamento

Attacco hacker nei supermercati: frigoriferi e congelatori in tilt, coinvolti diversi Paesi. L’Acn: «Notifica di incidente da un’azienda toscana»

di Redazione web
Il progetto Scuola 2030