Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Addio a Nonna Silvi, il ricordo del nipote Gabriele: «Ha avuto successo per la sua umiltà. Ci lascia tanta unione e un grande insegnamento...»

di Danilo Renzullo

	Nonna Silvi con i nipoti, Gabriele è il primo da destra
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Nonna Silvi con i nipoti, Gabriele è il primo da destra

Gabriele Martini, 30 anni, nipote di Bini, è l’artefice del successo della nonna sul web: nel 2023 fu lui a far sbarcare Nonna Silvi su Instagram e Tik Tok

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MONTESPERTOLI. «Era una nonna e come tutte le nonne dava tutto per la famiglia. Era una persona semplice e di cuore. Spesso non si rendeva conto della sua notorietà, perché sostanzialmente a lei non fregava nulla di tutto quel mondo (social, ndr) e probabilmente per questo ha funzionato tanto». Nonna Silvi ha impresso un segno di autenticità in mondo di finzione. Non solo una celebrità, ma il simbolo della celebrazione della semplicità. E di una forza alimentata dalla passione e da una vita di sacrifici. Food blogger, food influencer, star dei social, vincitrice dei TikTok Awards 2025, ma soprattutto «la nonna senza fronzoli», come l’ha definita il Times. Perché quelle di nonna e lavoratrice erano le uniche "etichette" che a Silvana Bini piacevano. «È rimasta sempre genuina e questa caratteristica l’ha premiata», dice Gabriele Martini, 30 anni, nipote di Bini, artefice del successo della nonna sul web.

Una volta tolti i panni di star sui social, chi era Silvana Bini?

«Era una nonna come tutte le altre, era una persona semplice e di cuore. Era una nonna e come tutte le nonne dava tutto per la famiglia, dava tutto per noi. A lei bastava poco: le bastava andare a lavorare, andare a giocare a carte con le sorelle il pomeriggio ed era la persona più felice del mondo. Una nonna come altre, forse con un "finale" diverso da quelli consueti: girava tutto il mondo, soprattutto da ottantenne, ed era conosciuta da tutti».

Come viveva il successo?

«Non gliene fregava niente, ed era per questo che funzionava».

La semplicità applicata alla grande visibilità.

«Esatto. Non usava il telefono, il computer o altro e spesso non si rendeva neanche conto di quanto fosse conosciuta. La gente la fermava e lei rispondeva: "Mi conosce anche lei? ". Era però consapevole di tutto quello che succedeva nel mondo virtuale: era diventato un lavoro, con un’azienda e un marchio a nome suo alle spalle. Era consapevole di quello che faceva e di quello che facevamo».

Lei, Martini, è stato il promotore di Nonna Silvi, ha "costruito" una star facendola sbarcare su TikTok e Instagram. Come è nata questa esperienza?

«Era il 2023, è successo tutto per caso e per gioco: abbiamo deciso di sponsorizzare i nostri prodotti e man mano la cosa è esplosa».

Non una novità nel mondo social. Perché Nonna Silvi è diventato un fenomeno internazionale?

«Per l’umiltà di una persona che non si è mai montata la testa: è rimasta sempre genuina e questa caratteristica l’ha premiata».

È stata anche una grande ambasciatrice delle tradizioni e della cultura toscane e non solo.

«Lei amava in maniera viscerale l’Italia. Era innamorata della sua terra e del suo paese: un sentimento profondo che alimentava anche facendo conoscere ed esportando gli usi e le tradizioni, a partire da quelle culinarie».

Personaggio internazionale, grande cuoca, nonna amorevole. Cosa ricorderà della nonna?

«La sua tempra. Aveva una tempra d’acciaio. Ha attraversato la guerra, ha conosciuto la fame, si è reinventata più volte senza mai arrendersi. Anche a 80 anni si è reinventata. Era una persona travolgente».

Come continuerà a vivere Nonna Silvi?

«Nonna Silvi è ormai è un’azienda affermata. Continuerà a fare quello che ha sempre fatto, nonostante l’assenza della nonna. Siamo strutturati come azienda e continueremo a fare quello che facciamo, portando avanti anche l’insegnamento della nonna. Continueremo a seguire quella strada che insieme alla nonna abbiamo percorso per un pezzo».

Cosa lascia a livello umano?

«Tanta unione. Lei ha creato una bella famiglia e in queste occasioni capisci quanto sia importante e quanta fatica ci sia alle spalle. È grazie a lei che siamo così uniti. E lascia il grande insegnamento che nella vita non bisogna mai abbattersi: sudare, lavorare, reinventarsi, ma mai arrendersi». 
 

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