L’incidente
Empoli, si allarga la protesta studentesca: occupato il liceo “Il Pontormo”
Continua la mobilitazione dopo la manifestazione di sabato 24 ottobre. Per tutta la settimana previsti incontri e confronti sulle criticità dei plessi, carovita e i temi di attualità
EMPOLI. L’obiettivo è portare in evidenza le criticità – a partire da quelle strutturali – con cui gli studenti e il personale scolastico sono costretti a convivere. Ma non solo. La protesta, avviata la scorsa settimana, e oggi (26 ottobre) sfociata nelle prime occupazioni, vuole «dare soprattutto un segnale di rottura» in un «sistema» che ormai mette al «centro le spese militari» a discapito «dell’istruzione, dei trasporti, della sanità e delle politiche sociali». Un messaggio, quello che parte da Empoli, per un’inversione di tendenza nelle politiche nazionali a favore di quella generazione oggi «senza futuro».
Un messaggio alla politica e alle istituzioni che gli studenti dell’Istituto Il Pontormo hanno voluto lanciare con l’occupazione dei plessi scolastici di via Sanzio, di via Fratelli Rosselli e di via Bonistallo avviata questa mattina e che, probabilmente, andrà avanti per l’intera settimana.
Una mobilitazione che ha soprattutto l’obiettivo di far emergere quella “generazione senza futuro” sabato scorso scesa in piazza – aderendo alla mobilitazione nazionale contro il carovita – per rivendicare non solo attenzioni, ma soprattutto un cambio di passo nelle politiche del Paese a favore della scuola e non solo. Un’occupazione pacifica per mettere al centro – anche attraverso l’organizzazione di incontri e confronti – la condizione della scuola in Italia e in particolare i problemi e le criticità che vive – soprattutto quelli che riguardano l’edilizia scolastica –, ma anche i temi di strettissima attualità, a partire dalle tensioni mondiali e dai vari scenari di guerra e, soprattutto, il carovita che caratterizza il Paese. Un tema, quest’ultimo, che ha portato anche gli studenti empolesi a scendere in piazza sabato scorso. Cambiano le modalità, ma non gli obiettivi della protesta. Gli studenti rivendicano strutture adeguate e interventi per far fronte alle annose criticità dei plessi scolastici.
Eloquenti i cartelli esposti a Il Pontormo: «Mai più inverni come lo scorso anno», in riferimento alle aule gelide in cui gli studenti sono stati costretti a trascorrere una parte della stagione invernale. Ma l’obiettivo della “Generazione senza futuro” è porre l’attenzione anche sul carovita che rischia di mettere in seria difficoltà la «tenuta familiare e sociale», rivendicando interventi immediati e risolutivi da parte delle istituzioni e della politica nazionale.
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