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Empoli, ladri nel negozio di fiori davanti al cimitero: «È la dodicesima volta, non si vive più»

di Lorenzo Carducci

	La porta di ingresso del negozio forzata dai ladri
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La porta di ingresso del negozio forzata dai ladri

A parlare Antonina Bova, titolare del chiosco Fiori di Nina, che da tanti anni vende piante e fiori fuori dal cimitero comunale Sant’Andrea di Empoli, in via Val d’Orme

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EMPOLI. «È la dodicesima volta in pochi anni che mi entrano al chiosco la notte e fanno danni. Qui a Sant’Andrea non si vive più e quando il pomeriggio resto da sola al cimitero ho paura». A parlare è Antonina Bova, titolare del chiosco Fiori di Nina, che da tanti anni vende piante e fiori fuori dal cimitero comunale Sant’Andrea di Empoli, in via Val d’Orme.

Cosa è successo

Nella notte tra sabato e domenica, dei ladri-vandali sono entrati per l’ennesima volta nella sua attività, forzando il portone di legno e lasciando i locali sotto sopra alla ricerca di contanti che Antonina ha smesso ormai da anni di lasciare dentro il chiosco. Le irruzioni tuttavia non si fermano, e causano continui danni a cui dover far fronte. «Mi chiedo che cosa pensano di trovare - si chiede la fioraia - visto che qui non tengo niente di valore. Ci sono solo fiori e piante. L’ultima volta portarono via la cassa con qualche spicciolo dentro e da quel giorno la cassa non la tengo più. Prima avevo anche le telecamere, in diverse occasioni hanno ripreso chi è entrato a volto scoperto ma poi le ho tolte perché erano un costo e i furti continuavano comunque. Ho smesso anche di fare denuncia, non è mai servito a niente».

Danno da riparare

Ieri mattina l’attività è rimasta regolarmente aperta e come sempre riaprirà martedì, dopo il lunedì di chiusura. Per riparare il danno alla porta del chiosco, Antonina ha già chiamato il falegname che se ne occuperà quanto prima. «Su quella porta ci sono già diverse toppe - riprende Bova - ora ci vorrà un altro centinaio di euro e non è piacevole visto che in questo periodo si lavora poco. La situazione in questa zona è al limite: la mattina trovo spesso in terra i vetri delle macchine danneggiate e ormai il pomeriggio, quando vanno via gli operai della cooperativa dal cimitero e resto sola, mi porto il cane dietro per sicurezza. Non ho mai avuto paura ma adesso ce l’ho»

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