Empoli, tolti due tumori a una donna con un solo intervento: cos’è il “sistema da Vinci” usato dai medici
Di fronte a una situazione che avrebbe normalmente richiesto due distinti interventi chirurgici, con altrettanti percorsi anestesiologici e post-operatori, i professionisti del San Giuseppe hanno scelto una strada diversa
EMPOLI. Due tumori, un solo intervento chirurgico e un’unica anestesia. È quanto avvenuto all’ospedale San Giuseppe di Empoli, dove le équipe di Ginecologia e Ostetricia e di Urologia hanno lavorato insieme per trattare, nella stessa seduta operatoria, due diverse patologie oncologiche diagnosticate a una donna di circa settant’anni.
Un quadro clinico complesso
La paziente, caratterizzata da un quadro clinico complesso e da diverse patologie concomitanti, doveva affrontare un tumore dell’endometrio e una neoplasia renale. Di fronte a una situazione che avrebbe normalmente richiesto due distinti interventi chirurgici, con altrettanti percorsi anestesiologici e post-operatori, i professionisti del San Giuseppe hanno scelto una strada diversa. Hanno deciso, infatti, di puntare sull’integrazione delle competenze e sulle potenzialità offerte dalla chirurgia robotica.
L’intervento con il sistema Da Vinci
L’intervento è stato eseguito con il sistema multidisciplinare per la chirurgia robotica Da Vinci e ha visto impegnate in successione le due équipe specialistiche nel corso della stessa seduta operatoria, durata circa cinque ore. Prima la fase ginecologica per il trattamento della patologia dell’endometrio, poi quella urologica per l’asportazione della neoplasia renale. Tra le due procedure è stato necessario riconfigurare completamente il campo operatorio e riposizionare la piattaforma robotica, oltre che la paziente, per consentire il lavoro della seconda équipe.
Il lavoro delle équipe
In sala operatoria hanno operato tre ginecologi, due urologi, un anestesista e personale infermieristico specializzato, in un percorso condiviso che ha permesso alla paziente di affrontare l'intervento per le due patologie con un solo accesso chirurgico.
Dimissioni e percorso post-operatorio
La paziente è stata dimessa dopo 3 giorni dall’intervento e proseguirà ora le successive fasi di cura e di monitoraggio.
Il valore del lavoro di squadra
«Il lavoro di squadra è importantissimo, soprattutto quando ci troviamo di fronte a pazienti con problematiche complesse – spiega Massimo Gabbanini, direttore della struttura di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale San Giuseppe –. La disponibilità della chirurgia robotica ci consente di costruire percorsi sempre più integrati tra specialità diverse. In questo caso abbiamo trattato il tumore dell’endometrio e programmato insieme ai colleghi dell’Urologia un unico intervento, riducendo l’impatto chirurgico e garantendo alla paziente un percorso più sostenibile sotto il profilo clinico e assistenziale».
Il ruolo della mininvasività
L’approccio mininvasivo ha rappresentato un elemento determinante. Grazie alla chirurgia robotica è stato possibile limitare il trauma chirurgico e affrontare una situazione particolarmente delicata senza ricorrere a procedure più invasive. «Per pazienti fragili o con condizioni cliniche che aumentano il rischio operatorio, la mininvasività assume un valore ancora maggiore – sottolinea Agostino Tuccio, direttore della struttura di Urologia del San Giuseppe –. La chirurgia robotica permette di eseguire interventi complessi attraverso accessi molto ridotti, con un controllo estremamente preciso dei tessuti. Essere riusciti a concentrare in un’unica seduta il trattamento di due tumori diversi rappresenta il risultato di una collaborazione consolidata tra professionisti e della capacità organizzativa che il nostro ospedale ha sviluppato attorno alla piattaforma robotica».
La crescita della chirurgia robotica a Empoli
L’intervento realizzato nei giorni scorsi conferma come la chirurgia robotica del San Giuseppe di Empoli abbia imboccato da subito un percorso di crescita trasformando l’ospedale di Empoli in centro hub aziendale. Dall’avvio delle attività, avvenuto ai primi di febbraio di quest'anno, la piattaforma Da Vinci è diventata uno strumento condiviso tra più specialità, tra queste Ginecologia, Urologia, Chirurgia generale, Otorinolaringoiatria e Chirurgia bariatrica, e più ospedali aziendali. Con questa piattaforma è stato possibile gestire casi complessi e rafforzare la collaborazione tra professionisti all’interno della rete ospedaliera aziendale.
I numeri degli interventi
Dal 2 febbraio al 31 luglio sono stati realizzati 220 interventi e di questi 71 sono stati realizzati dai chirurghi urologi di Empoli, ai quali si aggiungono gli interventi realizzati sempre a Empoli in collaborazione con l'Urologia di Pistoia (23) e con l’Urologia dell'Osma di Firenze (12), per un totale di 106 interventi, in prevalenza per casi di prostatectomia radicale, nefrectomia parziale e nefroureterectomia. Sono 44, invece, quelli realizzati dai chirurghi ginecologi di Empoli, per la maggior parte dei casi per tumori dell’utero e interventi più complessi del pavimento pelvico.
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