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Empoli, paura alla Rems: spacca la gamba di una sedia e tenta di aggredire il personale

di Redazione Empoli

	L'allarme è scattato alla Rems di Empoli
L'allarme è scattato alla Rems di Empoli

Episodi di violenza quasi quotidiani nella Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Il 19 maggio un infermiere era stato aggredito con un pugno al volto. Il NurSind chiede un tavolo con Asl e Prefettura

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EMPOLI. Ennesimo tentativo di aggressione ai danni del personale infermieristico: un paziente della Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Empoli ha infatti spaccato le gambe di una sedia, cercando poi di picchiare chiunque si avvicinasse, compresi gli infermieri in servizio.

A denunciare questo nuovo episodio è il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che racconta come il personale abbia avvertito le forze dell’ordine, che sono prontamente intervenute riportando la situazione alla normalità. Da circa un mese la situazione è particolarmente tesa, si spiega dal sindacato, perché ci sono state aggressioni quasi quotidiane da parte di alcuni pazienti nei confronti degli operatori.

Tutti episodi, questi, puntualmente denunciati all’azienda. Il caso più grave si è verificato lo scorso 19 maggio quando un infermiere, dopo aver ricevuto un pugno al volto, è dovuto andare al pronto soccorso per ricevere le cure del caso. «Ci troviamo davanti a una situazione molto difficile - spiega Gianni Piccini della segreteria empolese del NurSind - : gli infermieri vanno al lavoro impauriti per il rischio di subire aggressioni e la riprova è che negli ultimi mesi molti colleghi hanno fatto domanda di trasferimento per essere spostati dalla Rems».

«La questione aggressioni per noi resta sempre e comunque prioritaria - prosegue il segretario regionale Giampaolo Giannoni - e per questo motivo chiediamo urgentemente un tavolo con la Prefettura e l’Asl Toscana Centro per cercare di trovare una soluzione ai problemi che abbiamo segnalato e che continuano a verificarsi con sempre più frequenza. Poi dobbiamo comunque segnalare un problema di tipo normativo che riguarda l’invio in Rems di chiunque sia paziente psichiatrico autore di reato, a prescindere dalla pericolosità e dall’indole più o meno violenta dei pazienti. Senza dimenticare il disagio degli operatori e degli infermieri che lavorano alla Rems, dove non è prevista la presenza di forze dell’ordine, esposti a continue violenze».

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