Evasione fra colf e badanti: 1,5 milioni di euro di redditi non dichiarati. Cosa emerge dall’incrocio dei dati
L’attività è stata condotta dalla compagnia di Castelfiorentino delle Fiamme gialle: come nasce la campagna mirata
CASTELFIORENTINO. Oltre 1,5 milioni di euro di redditi non dichiarati e 21 evasori totali individuati nel settore del lavoro domestico. Sono i risultati ottenuti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze che ha sviluppato, nei primi quattro mesi di questo anno, una mirata campagna di controlli nel settore del lavoro domestico, comparto particolarmente delicato sotto il profilo economico e sociale e caratterizzato da una significativa esposizione a fenomeni di irregolarità fiscale e contributiva.
L’analisi del territorio
L’attività, condotta dalla compagnia di Castelfiorentino nell’ambito delle più ampie strategie del Corpo a tutela della legalità economico-finanziaria, trae origine da un’articolata azione di analisi del territorio, approfondimento informativo e studio della normativa tributaria applicabile ai collaboratori domestici (colf e badanti), con particolare attenzione alle condizioni di esonero dagli obblighi dichiarativi previste dalla legislazione fiscale.
L’attività investigativa
Nel corso delle attività investigative, i finanzieri hanno eseguito approfondimenti su numerose posizioni riconducibili al comparto dell’assistenza domestica e familiare, procedendo successivamente a un articolato screening di circa 2mila posizioni fiscali. L’incrocio delle banche dati e le analisi di rischio sviluppate hanno consentito di individuare numerosi soggetti che, pur avendo percepito redditi superiori alle soglie previste per l’esonero, omettevano sistematicamente la presentazione delle dichiarazioni dei redditi.
L’azione di controllo svolta nei primi quattro mesi dell’anno ha portato all’esecuzione di 21 controlli fiscali, all’esito dei quali sono stati individuati altrettanti evasori totali e constatati redditi da lavoro dipendente non dichiarati per oltre 1 milione e 500 mila euro.
I controlli e la nota
A seguito dei controlli della Guardia di Finanza, infatti, diversi soggetti verificati hanno iniziato a regolarizzare spontaneamente la propria posizione, presentando – seppure tardivamente – le dichiarazioni omesse e provvedendo, in numerosi casi, al pagamento delle imposte e delle sanzioni dovute ancor prima della notifica degli atti di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.
«L’operazione – si legge in una nota delle Fiamme gialle – conferma il ruolo della Guardia di finanza quale presidio di legalità economica al servizio dei cittadini e degli operatori onesti, attraverso un’azione che non si limita alla repressione degli illeciti, ma mira- La campagna di controlli proseguirà nei prossimi mesi con l’obiettivo di tutelare i lavoratori regolari, garantire condizioni di equità nel sistema tributario e contrastare ogni forma di concorrenza sleale ai danni di chi opera nel rispetto delle regole».
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