Il Tirreno

Empoli

I crimini nazifascisti

Indagini sul boia di Hemer dove nel 1944 morì Frassinelli

di Luca Cinotti

	L’ingresso del campo di lavoro
L’ingresso del campo di lavoro

L’ex guardia del campo nazista, ora centenario, vive in Germania. In corso l’inchiesta sullo Stalag VI dove trovarono la morte migliaia di prigionieri fra cui il soldato empolese

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. È una storia che arriva dal passato più oscuro dell’Europa e che ancora oggi, più di ottant’anni dopo getta le sue ombre anche a distanza di migliaia di chilometri. Perché la notizia dell’inchiesta a carico di un’ex guardia – oggi centenaria – di una campo di lavoro in Germania può riguardare anche la zona dell’Empolese che alla violenza nazifascista ha pagato un tributo di sangue pesante. In quel campo furono infatti deportati moltissimi italiani e tra loro diversi toscani. E almeno un ragazzo di Empoli, Edo Frassinelli, vi trovò la morte.

La notizia dell’inchiesta è stata resa nota dal quotidiano tedesco Bild. L’uomo, del quale non è stata resa nota l’identità, è indagato per la morte di prigionieri nel campo Stalag VI di Hemer, nel nord ovest della Germania. Si tratta di una struttura che dal 1939 al 1945 ha ospitato più di 200mila prigionieri: fra questi, dl 1943, almeno 15mila italiani.

Si trattava di militari che dopo l’armistizio dell’8 settembre rifiutarono di prestare servizio per i nazisti e i loro alleati fascisti della Repubblica di Salò. Per questo vennero fatti prigionieri e portati in campi come quello di Hemer: in quest’ultimo almeno 200 connazionali trovarono la morte.

Le condizioni all’interno delle baracche erano terribili: pochissimo cibo (250 grammi di pane a testa al giorno), freddo, malattie che decimavano i prigionieri, sforzi disumani nelle fabbriche di armi. Gli italiani furono tra i più perseguitati, dopo il cosiddetto “tradimento” dell’armistizio. Ma più di loro lo furono i sovietici, spesso uccisi a sangue freddo.

Ed è proprio per alcuni di questi omicidi che l’ex guardia nazista rischia il processo. Per la legge tedesca, infatti, si tratta di un reato che non cade in prescrizione. E per questo la procura per le indagini sui crimini nazisti di Ludwisburg ha potuto istruire l’inchiesta, passandola poi alla procura di Dortmund, competente per territorio. Sentito dalla Bild il capo dell’ufficio ha spiegato che le indagini sono ancora aperte. E questo potrebbe aprire la strada a un’incriminazione anche per altri morti, compresi quelli italiani.

Tra questi – come ricordato – c’è almeno un militare che arrivava dall’empolese. A far emergere la sua storia, insieme a quelle di tanti altri internati, è stato oltre 15 anni fa dal ricercatore veronese Roberto Zamboni.

Il soldato morto in Germania si chiamava Edolo (detto Edo) Frassinelli, nato il 1° novembre 1919 a Empoli e morto a Hemer il 17 luglio del 1944. La causa del decesso fu legata a pleurite e meningite tubercolare, malattie certo agevolate dalle pessime condizioni nelle quali si viveva all’interno del campo.

Proprio Zamboni ha anche pubblicato una ricostruzione della figura di Frassinelli a opera della nipote Francesca Manenti. Edo non voleva partire per la guerra: provò anche a ingoiare pasticche per cavalli per farsi venire la febbre, ma senza riuscirvi. Fu allora mandato sul fronte della Jugoslavia. A lungo i familiari non ne seppero niente, fino al 1944, quando in casa arrivò la lettera del cappellano militare che gli era stato accanto al momento della morte. E ora, 79 anni dopo, la storia torna a bussare alla porta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo piano
La tragedia di Sperone

Suocera e nuora morte a Pistoia, in centinaia per l’ultimo saluto: «In pochi minuti ho perso tutto»

di Tiziana Gori
Speciale Scuola 2030