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Empoli, Porta Pisana: nuovo look contro degrado e spaccio

di Sara Venchiarutti
Empoli, Porta Pisana: nuovo look contro degrado e spaccio

Residenti e commercianti: «Un’area della città dimenticata». Barsottini: «Entro la fine dell’anno il progetto di recupero»

01 aprile 2024
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EMPOLI. «È ancora troppo presto», dice Luigi Livi mentre indica con un cenno la piazzetta – al momento vuota – di fronte al suo negozio, l’Heli Center in via della Noce. Lì inizia il tratto delle mura antiche, che lasciano subito spazio all’ampio arco di Porta Pisana. Sempre lì, però, in questa storica cornice, «il giro di spaccio di sostanze stupefacenti è continuo».

Si interrompe giusto la mattina. «Da qui – spiega Livi – li vediamo bene. C’è un uomo al telefono, arriva un altro ragazzo con il monopattino, c’è il passaggio di soldi e quello col monopattino si allontana in pochi secondi». L’altro lato dell’arco, sempre sulla stessa strada, è invece diventata una sorta di discarica. Qualche giorno fa c’era appoggiato solo un grande pannello di cartone. «Oggi è pure pulito», commenta con una certa amarezza Livi. Lì, infatti, è un continuo scaricare di rifiuti, molto spesso ingombranti. Lo conferma con un “sì” secco un residente che abita lì davanti. All’inizio della scorsa settimana, appoggiati alla cinta muraria, si potevano vedere pannelli bianchi, parti di mobili in legno, travi. Pure un materasso e la testiera – abbinata – del letto. Su quegli storici mattoni qualcuno ha voluto pure lasciare una scritta nera, fatta presumibilmente con una bomboletta spray. E dentro l’arco non va molto meglio. Una parte delle transenne posizionate ai lati della porta sono state buttate giù. Oltre, per terra, i varchi che si aprono sulla muratura sono diventati un vero e proprio cestino. C’è un po’ di tutto. Cartacce, certo, ma soprattutto lattine, bottiglie di plastica e molte di vetro. Addirittura nei dislivelli tra le pietre lungo i muri verticali, dove si apre un pertugio, qualcuno s’è ingegnato a inserirci, in base alla forma, il rifiuto più adatto. E così in un’apertura oblunga ci sta bene una bottiglia di birra. In un’altra, un po’ più tozza, perché non metterci il torsolo di una mela mezza mangiucchiata. «È da tempo così, non cambia mai nulla. È sempre sporco, la porta non è assolutamente valorizzata», dice Donata, che abita qualche passo più in là, mentre guarda con un certo sospetto la rete di protezione messa sotto l’arco. E non c’è solo la sporcizia. «Un angolo è diventato un vero e proprio orinatoio. Poi spesso ci sono persone ubriache che fanno confusione e lasciano di tutto.

Perché – chiede Livi – non si può mettere una telecamera, anche per arginare lo spaccio? E in quella zona c’è anche da avere paura», assicura Livi. Che infatti si chiude dentro al negozio. «Qua si tiene tutto sigillato, altrimenti avremmo furti continui», dice mentre guarda i suoi modelli di aeroplani – tutti funzionanti – che gli sono valsi diversi riconoscimenti nazionali. «Come attività commerciale – aggiunge – siamo rimasti praticamente gli unici nella via. Se ne sono andati tutti. La riqualificazione di questa porta serve, e al più presto». Intanto Porta Pisana è rientrata nell’interno “Arno Vita Nova”, finanziato a livello regionale con fondi europei. È stato affidato all’inizio di quest’anno uno studio preliminare di verifica, analisi strutturale e diagnostica per la valorizzazione della Porta. «L’obiettivo – spiega il vicesindaco Fabio Barsottini – è quello di arrivare entro novembre all’approvazione del progetto di fattibilità del recupero, che dovrà passare al vaglio dei vincoli storici e culturali per un corretto restauro e recupero».

Un primo passo, «il lavoro è in divenire, ma stiamo andando avanti – assicura il vicesindaco – e entro la fine dell’anno la volontà è di dotarsi di un livello di progettazione funzionale al proseguimento dell’intervento di restauro». Insomma, di arrivare ad avere un progetto di fattibilità con cui riqualificare finalmente l’area, tutelandola anche da un punto di vista storico e artistico. Poi ci sarà lo step del progetto esecutivo e a quel punto si potrà bandire la gara dei lavori e proseguire verso i lavori veri e propri. «Quest’anno – prosegue Barsottini – è propedeutico a capire che tipo di intervento effettuare. Il nostro obiettivo è rigenerare e rifunzionalizzare la parte ad ovest del centro storico, come è stato per l’ospedale vecchio e in questo modo generare anche un’attività indotta per tutte quelle attività – Porta Pisana significa anche via della Noce – che si ritrovano attorno a quella zona e che potranno beneficiare di questo investimento. Un modo per offrire all’area nuove occasioni di fruizione, rendere più vivibile e accogliente questa parte della città che oggettivamente presenta delle criticità in più, avendo spazi meno frequentati».

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