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Empoli, Cna contro la sindaca: «Confusione totale sulla questione rifiuti»

Una veduta della zona industriale del Terrafino a Empoli (foto di Sestini)
Una veduta della zona industriale del Terrafino a Empoli (foto di Sestini)

«Paghiamo le scelte inadeguate della politica»

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EMPOLI. La Cna torna all’attacco contro il Comune di Empoli, come già aveva fatto poche settimane fa il responsabile degli artigiani dell’Empolese Valdelsa, Fabio Bianchi.

Questa volta a intervenire è Giacomo Cioni, presidente della Cna metropolitana di Firenze. Se Bianchi aveva attaccato il piano triennale delle opere pubbliche perché, secondo l’associazione, non faceva riferimento e non considerava le 5mila imprese associate sul territorio comunale; Cioni punta il dito sulla «confusione nata sulla vicenda dei rifiuti». Se la prende insomma direttamente (anche se non la nomina) con la sindaca Brenda Barnini, che ha espresso il suo no ufficiale sul progetto del gassificatore al Terrafino, dopo le proteste di piazza.

«Come è possibile che la stessa parte politica, seppur in ambiti diversi, regionali e territoriali, abbia dato corso a una confusione totale su ciò che occorre fare in tema di smaltimento rifiuti? Incapacità di dialogo? Temi nascosti e rivelati all’ultimo momento? - afferma Cioni - sicuramente incapacità di analisi delle problematiche urgenti che riguardano imprese e cittadini, come il costo della Tari e quello ambientale prodotto dall’attuale trattamento dei rifiuti, costretti a viaggiare per centinaia di chilometri per raggiungere lontani impianti di termovalorizzazione. Sì, perché in altre regioni i termovalorizzatori di ultima generazione, quelli che assicurano bassissime emissioni, non sono demonizzati, ma considerati un’opportunità per portare vantaggi economici per cittadini e imprese».

Per il presidente della Cna metropolitana, «stiamo pagando come cittadini, ma ancor più come imprese, le scelte (mancate e/o inadeguate) della politica della nostra regione e dei nostri territori. Una politica che, paradossalmente, nella maggior parte dei casi, ha lo stesso colore dal dopoguerra ad oggi. Gli amministratori locali si valutano sulle scelte strategiche più che sul corrente amministrativo, ma di scelte non se ne vedono, se non in forma di copia-incolla di quelle di altri paesi, magari nordeuropei o asiatici. Ma le scelte devono partire dallo stato dell’arte e dalle specificità dei nostri territori».

Insomma, dalla Cna un attacco frontale al Comune, accusato di «ignorare il tessuto economico e, di conseguenza, il benessere del proprio territorio su cui quelle stesse imprese producono reddito, pagano le tasse e offrono occupazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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