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Guardia medica in grande affanno, mancano dieci medici

Guardia medica in grande affanno, mancano dieci medici

Saltano i turni e troppe le chiamate che arrivano soprattutto nei giorni festivi 

29 dicembre 2021
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EMPOLI. Guardia medica sotto stress: dopo il fine settimana scorso, in cui le linee sono andate in tilt a causa dell’impennata di chiamate, i disservizi rischiano di ripetersi anche nei prossimi giorni. Con il ponte a cavallo del Capodanno che già si preannuncia da bollino rosso.
Un servizio, quello della continuità assistenziale, che è affetto da una carenza cronica di medici: sul territorio dell’ex Asl 11 ne mancano almeno una decina e durante i festivi rimangono scoperte tra le due e le tre postazioni per ogni turno. Sul territorio dell’Empolese Valdelsa e Valdarno le postazioni di guardia medica sono cinque: Empoli, Castelfiorentino e Certaldo da una parte, San Miniato e Santa Croce dall’altra. Lo scorso fine settimana ne erano coperte solo due nel turno notturno tra la vigilia e Natale, e tre nel turno diurno del 25 dicembre. L’incremento esponenziale delle chiamate - l’Asl Toscana Centro ha stimato il 30% in più di contatti rispetto al weekend precedente a causa del picco di contagi - ha fatto il resto, con il servizio in affanno e centinaia di cittadini che non sono riusciti a prendere la linea.
«Purtroppo la guardia medica vive una carenza strutturale già da alcuni anni - spiega Daniele Mannelli, responsabile della gestione della continuità assistenziale e del rapporto con la medicina territoriale - nel territorio empolese stimiamo che manchi il 40% dei medici rispetto al fabbisogno. Se nei giorni feriali generalmente rimane scoperta in media una postazione, nei festivi possono rimanere senza guardia medica due o tre ambulatori dei cinque presenti». Per coprire tutti i turni settimanali servirebbero tra i 4 e i 5 medici per postazione, ma in organico - cioè assunti a tempo indeterminato - ce ne sono tra i 2 e i 3. Il resto dovrebbe essere reclutato attraverso dei bandi annuali per la copertura a termine dei posti vacanti. Solo che gli ultimi due pubblicati dall’Asl Centro all’inizio dell’anno hanno permesso di assumerne tre su un fabbisogno di 134.
«Fino ad alcuni anni fa c’erano molti giovani medici - prosegue Mannelli - che, in attesa di avere la convenzione per la medicina generale, lavoravano all’interno della continuità assistenziale per 3-4 anni. Adesso, invece, con il pensionamento massiccio di molti medici di base il ricambio è molto più rapido e non si trovano candidati disponibili a fare la guardia medica. È una carenza strutturale e non riusciamo a far fronte al fabbisogno. Ogni postazione che rimane scoperta viene appoggiata su quella più vicina. Il sistema è inevitabilmente in sofferenza, ma di norma riesce a reggere ai carichi di richieste. E il Covid sta mettendo tutto a dura prova».
L’emergenza sanitaria ha reso ancora più complicata la situazione. Da una parte ha sguarnito le fila del personale medico, e dall’altra ha provocato dei picchi altissimi di chiamate, a cui non si riesce a far fronte. «Dei medici che sarebbero potuti essere disponibili per la continuità assistenziale - chiarisce - alcuni sono stati assorbiti per la gestione dell’emergenza: sostituzioni nei reparti, vaccinazioni, Usca. Inoltre, nelle fasi di crescita dei contagi gli accessi aumentano e il sistema va in affanno. Nell’ultimo fine settimana, oltre alle richieste standard, si sono sommate quelle di chi doveva prenotare un tampone molecolare di conferma della positività emersa con il rapido».
 

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