Rosignano-Vada, un pubblico da Champions per il derby d’alta quota
Che spettacolo la sfida per il primato tra il Vada e il Rosignano Solvay. Tribuna gremita e lotta vera in campo: alla fine a godere sono i granata
ROSIGNANO. Qua la mano, ragazzi”, urlano i tifosi del Vada ammucchiati nella tribuna scoperta dello stadio “Ernesto Solvay” un minuto dopo che l’arbitro ha fischiato la fine e i granata hanno vinto il derby in trasferta con due reti su azione.
Qui Vada
Da domenica sera i granata sono primi in classifica. Ma, dice mister Alessandro Signorini, in sella da quest’estate, «ogni vittoria dev’essere la conseguenza del giusto atteggiamento mentale e fisico». Servono insomma impegno e ingegno, esperienza ed entusiasmo. Se poi la squadra, è inutile nasconderlo, sceglierà l’attico come dimora fissa, vedremo. Intanto, avanti così, basso profilo e buone idee. Circa 300 sostenitori hanno seguito la squadra impegnata in via della Repubblica. «Sono contento – prosegue l’allenatore – perché il paese ci sostiene e la partita è divenuta un appuntamento al quale partecipano appassionati di età diverse. Un risultato non trascurabile che si aggiunge a quelli del campo, sette vittorie su otto gare e il derby conquistato senza episodi. Ho visto convinzione e collaborazione, a partire dall’impatto fino ai minuti di recupero. Bene». E pensare che a primavera scorsa il Vada si è salvato solo ai playout e pochi mesi dopo è in testa alla colonna, con gli stessi punti dei cugini, 21, ma con un altro modo di pensare. La rosa è composta da 24 tesserati, ricorda Signorini, sette sono nuovi e tutti remano nella stessa direzione. «È la vittoria della società – dice ancora il mister – , di Vada e del progetto voluto per la prima squadra dal presidente Federico Ficcanterri, con Alessandro Castellano direttore sportivo e Andrea Callai direttore generale, lo staff con i ruoli ben definiti e gli impegni quotidiani rispettati. Abbiamo valorizzato i ragazzi del posto, che sono cresciuti nel settore giovanile e sono tanti, e organizzato l’attività. Provare a vincerle tutte non è presunzione, ma capacità di spremersi in campo ogni volta, senza rinunciare a niente. La mia sfida è portare la mentalità dei professionisti in Seconda categoria, lavorando con metodi diversi durante la settimana. Ero convinto che pagasse, ed è così. Dico bravi ai giocatori, perché se non sbaglio il Vada non vinceva a Rosignano dal 1987». Un’era giurassica fa, il secolo scorso, quando le maglie erano ancora di lana. Chi ha seguito la sfida sedendosi in tribuna coperta e sulle gradinate, dove i tifosi del Settore Pineta hanno sventolato le bandiere e acceso i fumogeni, ha visto che i granata hanno aggredito subito i padroni di casa, segnando una rete per tempo e rischiando poco. Della truppa, a conti fatti, ha colpito il modo in cui ha gestito il vantaggio senza pensare all’aggancio in vetta, riuscito, e nemmeno al passato. Come vuole Signorini, che da oggi pomeriggio, al campo “Silvio Gori”, rivedrà con i giocatori le situazioni e poi presenterà il prossimo avversario, il Montieri. «Pensiamo a giocare bene», conclude. E a divertirsi, come ha detto il presidente.
Rosignano
Perdere la prima partita del campionato dopo sette vittorie consecutive e per di più in un derby casalingo fa male. Ma non era il vero Rosignano Solvay quello battuto domenica a domicilio e agganciato in vetta dal Vada. «Onore agli avversari – spiega il presidente biancoblù Gabriele Nelli – ma noi non c’eravamo. In queste ore stiamo analizzando tutto per capire e cercare il perché di un black out del genere che non si deve più ripetere. Però invito tutti a non fare drammi. Un incidente di percorso ci può stare e non può vanificare quanto di buono abbiamo fatto. Siamo sempre primi e ripartiamo ancora più carichi e smaniosi di rifarci».
Al Rosignano Solvay rimane la consolazione di un incasso tra biglietteria e bar davvero consistente e di un pomeriggio di calcio veramente bello. Che testimonia come il calcio dilettantistico susciti sempre entusiasmo «C’erano complessivamente più di cinquecento persone allo stadio – sottolinea Gabriele Nelli – e se vediamo bene una partecipazione di questa entità si fa fatica a trovare anche nelle serie superiori. Uno stadio così ribollente non lo si vedeva a Rosignano dai tempi della serie D. Peccato, perché tanti sono venuti a vederci per la prima volta e non abbiamo dimostrato le nostre qualità. L’attacco che sino a domenica era andato a segno oltre tre volte a partita si è inceppato. Ma tutta la squadra è stata molto sottotono. I ragazzi erano abbattuti a fine gara ma smaniosi di riscatto e di ripartire subito. Nei loro occhi visto la voglia di rivincita. Siamo consapevoli della nostra forza e rimaniamo fiduciosi».
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