L’altro oro di Dario Verani: la festa con la sua famiglia
CECINA. Dario Verani è il nuovo campione del mondo della 25 km di nuoto in acque libere. La maratona delle bracciate, tanto per intendersi. E Dario, nel bacino di Lupa Beach (alle porte di Budapest), di bracciate ne ha mulinate ben 18000 (in poco più di 5 ore) per battere allo sprint il bicampiine iridato in carica Axel Reymond e compiere un’impresa che rimarrà negli annali del nuoto italiano. «È pazzesco vedere così tanta gente qui per me – ha commentato sorpreso, ieri, quando è tornato a casa dinanzi all'abbraccio di famigli, amici e appassionati – in queste ore ho cominciato a rendermi conto di quanto è successo e del sogno che sono riuscito a realizzare. La medaglia d’oro è bellissima, ma l'affetto della mia famiglia ne vale 100 di medaglie d’oro. La dedica è tutta per loro, per Francesca (la fidanzata, ndr) e per il mio allenatore, Fabrizio (Antonelli, ndr), senza il quale oggi non sarei campione del mondo». Ma chi è Dario Verani? In che modo è arrivato ad essere il più forte del pianeta nella 25 km? Innanzitutto Dario è un cecinese doc, che delle sue origini va fiero. È figlio di Andrea e Erica, titolari del panificio Verani e Falchi, una specie di istituzione a Cecina. È il fratello della primogenita Ambra. È uno zio (del piccolo ...). Ed è un bravissimo ragazzo. Umile. Rispettoso. Educato. Merce rara al mondo d’oggi. Il suo amore per il nuoto nasce fin da bambino, fra le corsie della piscina comunale di Cecina. Come tutti i genitori, Andrea e Erica portano Dario ai corsi per imparare a nuotare. Ma il neoncampione del mondo in acqua sta proprio bene. Si diverte, ed è felice. Strada facendo cominciano le prime gare (Davide Borella il primo allenatore). Il Nuoto Cecina diventa un feudo del Team Lombardia e infatti i primi campionati italiani in vasca, Verani li nuota con la cuffia del lombardi. È della stessa generazione (un anno più piccolo) di Paltrinieri e Detti, due fenomeni, ma lui mostra comunque faccio tosta e resistenza. Negli anni successivi sale di qualche chilometro a nord, a Livorno, sotto la guida prima di Samuele Pampana e poi di Stefano Franceschi. Conquista le sue prime convocazioni in azzurro, fino alla vittoria del concorso con il Centro Sportivo Esercito e il passaggio con Fabrizio Antonelli: «Ripeto, se ho fatto quel che ho fatto il merito è soprattutto di Fabrizio. Ma non cambierei niente del mio percorso e per questo ci tengo a ringraziare tutti le persone e gli allenatori che mi hanno sopportato (ride, ndr) e permesso di crescere. Da Samuele a Stefano, senza dimenticare Davide e il costante supporto, ovviamente, del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito e della Federazione Italiana Nuoto». Oggi Dario Verani è compagno di allenamento di Gregorio Paltrinieri (campione di tutto), Domenico Acerenza (argento nella 10 km a bronzo nella staffetta), Leonie Beck (2 medaglie a Budapest nella staffetta e nella 10 km) e Marc Antoine Olivier: «Greg è la mia fonte di ispirazione. Un esempio. Allenarsi ogni giorno al suo fianco non solo mi ha permesso di migliorare i ritmi, ma anche di acquisire consapevolezza e la tenacia. Idem vale per Mimmo Acerenza e per gli altri, ma Gregorio non lo devo certo raccontare io. La grandezza della sua carriera parla per lui. Infine vorrei aggiungere un'ulteriore dedica ad Arianna Bridi, una nostra compagna che negli ultimi mesi si è dovuta fermare per un periodo a causa di qualche problema fisico. Abbiamo condiviso insieme anni e anni di allenamento e avrei voluto che pure lei fosse con noi a Budapest». Qualcuno dirà, adesso meritate vacanze. E invece no. Da stamani Verani e compagni saranno impegnati ai campionati italiani di Piombi
nei no, in attesa di concludere la stagione con gli Europei di Roma dal 18 al 21 agosto. Perché ogni successo è anche un punto di partenza. E di sognare, per fortuna, non ci si stanca mai.
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