Il Tirreno

pugilato 

Fabio Turchi si allena al Palazzaccio e sogna un titolo sul ring delle star

Michele Falorni

A ottobre dovrebbe combattere a Milano per aggiudicarsi la possibilità di andare alla conquista dell’Europa

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CECINA

Sorridente e molto educato, Fabio Turchi si allena nella palestra della Polisportiva Palazzaccio dall’inizio dell’anno e a ottobre dovrebbe combattere in Lombardia, a Milano, per un titolo internazionale. Classe 1993, pugile professionista nella categoria dei pesi massimi leggeri, ha trovato in via Montenero l’ambiente ideale dove prepararsi.

«Abito a Cecina da marzo – racconta appoggiato alle corde – e grazie al mio amico Giuliano Campodonico ho conosciuto quest’impianto meraviglioso e ben organizzato che mi ha accolto nel migliore dei modi. Qui ci sono un ring regolamentare, sacchi e attrezzi per gli esercizi e molto spazio».

Un passo indietro. Fabio, pro’ dal 2015 con 18 incontri all’attivo e una sola sconfitta, è nato a Firenze, ha compiuto 27 anni a luglio ed è figlio d’arte: il padre, Leonardo, è stato campione italiano ed è il suo allenatore. Lui e la compagna, la campionessa di arti marziali Paola Cappucci, si dividono tra il capoluogo toscano e la nostra città, che li ha stregati. Trascorrono le giornate rispettando la faticosa tabella di marcia, che al pomeriggio prevede corda e riprese costruite con lo staff tecnico per affinare i colpi.

Non c’è un attimo di pausa, perché sul quadrato di combattimento le situazioni da provare in sequenza sono molte e tutte impegnative.

«Sono innamorato di questo tratto di costa – prosegue – dove venivo in vacanza da bambino con la mia famiglia. Da voi ho trovato la tranquillità del paese di provincia e allo stesso tempo le comodità dei grandi centri urbani. Sono contento, e siccome possiedo due cani, ho visitato il canile di via della Macchia con cui da poco collaboro raccogliendo crocchette e altro cibo. Sogno di combattere per il titolo mondiale dei massimi leggeri, chiamati anche cruiser, e intanto mi alleno. Sì, ho seguito mio padre in palestra da ragazzino e gareggio da quando avevo 15 anni. Mi piace tenere in ordine la casa e leggere libri a sfondo storico come quelli di Primo Levi oppure biografie di sport su personaggi quali il tennista Andrè Agassi e il pugile Mike Tyson». Che a metà degli anni 80 riunificò le tre corone americane.

Il percorso agonistico di Turchi, amico del cecinese Floriano Pagliara, ne legittima le ambizioni: da dilettante 115 incontri e solo 7 sconfitte, un oro ai Giochi del Mediterraneo di Mersin nel 2013, un argento alle olimpiadi giovanili e un bronzo ai mondiali giovanili.

Da professionista è campione italiano dei massimi leggeri e nella stessa categoria – i 91 chili – ha conquistato il titolo internazionale Wbc nell’aprile 2019, perso poi a ottobre nell’ultimo incontro dell’anno passato.

Il suo mito è Evander Holyfield, per la cui organizzazione ha combattuto nel 2017 a Providence, negli Usa, vincendo senza problemi contro l’avversario alla quarta ripresa e stringendogli soddisfatto la mano.

La compagna Paola, pugile professionista e detentrice di due corone intercontinentali nella specialità K-1, lo segue e lo consiglia. «Ai ragazzi dico: praticate sport per allenare il corpo e la mente e, se scegliete la boxe, sappiate che regala amicizie bellissime e sviluppa valori quali rispetto e umiltà verso i deboli. Rocky Balboa? Un film positivo – chiude – perché rispecchia il pugilato e la vita di tutti i giorni, insegnando che i sogni spesso diventano realtà».

Se a ottobre combatte e vince a Milano, competerebbe per il titolo d’Europa. Franco Splendiani e Rocco Paternostro, presidenti della Polisportiva Palazzaccio e della sezione boxe diretta da Giuseppe Mereu, sono lieti di ospitarlo. —



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