Caos in piazza a Cecina, sos dei residenti: «Chi si lamenta viene sbeffeggiato, una signora è stata anche spinta» – La lettera
In attesa del Comitato in prefettura ecco una lettera che segnala il disagio: «Non vogliamo ghettizzarli, ma una cosa la pretendiamo: il rispetto e il silenzio nelle ore notturne»
CECINA. «Qui non si riesce più a riposare, dormire, se uno si lamenta viene sbeffeggiato e addirittura attaccato. Come le spinte subite da una signora che disperata cercava solo di farli ragionare». A scrivere sono i residenti di piazza Nilde Iotti che evidenziano come ora sia «sulla bocca di tutti, ma noi che ci viviamo portiamo sulle spalle, da troppo, un ingombrante fardello». Una lettera inviata al Tirreno, firmata, con cui chiedono aiuto in vista del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi.
«È dalla primavera che uno sciame di ragazzini irrispettosi si è riversato qui, senza mai saltare un giorno né, ahimè, una notte. Sono quasi tutti minorenni e si nascondono dietro questo fatto. Reiterate scorribande, corse con motorini, confusione, sporcizia abbandonata ovunque. Questo è il volto di una piazza che prima del loro arrivo era un’isola di pace e tranquillità. Una vera e propria escalation di irriverenza e provocazione che si è protratta fino agli eccessi delle ultime due settimane. Una goccia perpetua che scavando in profondità ci ha portato all’esasperazione. Per non parlare poi degli atti vandalici ai mezzi, le serrature manomesse, le bottiglie di vetro nascoste sotto gli pneumatici delle auto parcheggiate. Gli alterchi, anche tra ragazze, sono all’ordine del giorno e la presenza di ragazzi poco più grandi, che aspettano appostati in angoli strategici, fanno capire la presenza di uno scambio di qualcosa di purtroppo “ben chiaro”».
Il sospetto è che in quella piazza ci sia anche spaccio di droghe oltre al fatto che ci sono state esplosioni di bombe carta tanto che i residenti sospettano siano state prove per «poi poter mettere a tacere l’autovelox in via Ginori, ma vi garantisco che gli allarmi impazziti e l’abbaio dei cani disperati ci ha fatto più volte saltare sui letti».
I residenti si dicono «dispiaciuti nel vedere questi ragazzini che girano come un ago in una bussola senza poli, senza meta né direzione. Annoiati, in una piazza che forse non offre loro quello che cercano, (sempre che cerchino qualcosa) riversano le loro attività sugli spregi, la distruzione, solo per ingannare il tempo. Ma la libertà propria finisce dove inizia quella altrui e alla base di tutto ci dovrebbe essere il rispetto verso persone e cose. ..ma questo concetto qui non è pervenuto».
«Noi – si chiude la nota inviata al Tirreno – non vogliamo ghettizzarli, ma una cosa la pretendiamo: il rispetto e il silenzio nelle ore notturne. Non è la “fiera “qui ci sono persone, famiglie, gente seria che la mattina si alza presto per andare a lavorare. Riuscire a riposare è un diritto e una priorità, quindi facciamo un appello all’amministrazione, alla politica, alle forze dell’ordine e cosa più importante, alle famiglie. Si, perché qui ci sono i vostri figli che forse per noia, sfiducia, sfida, stanno riversando la loro energia nel modo più sbagliato. Forse il loro, come il nostro, è un grido d’aiuto. Cerchiamo, e cercate, di sentirlo prima che questa situazione degeneri. Cecina è il nostro paese, e città giardino vorrebbe tornare a essere la piazza serena vicino alle due chiese, che se pur di un credo diverso, si sono sempre amate e rispettate. Cerchiamo di trovare la formula giusta che ci permetta di vivere e convivere noi non vogliamo assolutamente una guerra, Cerchiamo solo una serena e rispettosa convivenza».
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