La situazione
Porto di Cecina, chiuso il cantiere nautico: «Mancavano autorizzazioni»
La società ha scritto ai clienti. Si lavora per la «riapertura». L’intenzione dei commissari è quella di realizzare una vasca per i liquami e dare l’incarico a un’impresa
CECINA. Una lettera è stata recapitata nei giorni scorsi a tutti i clienti, che negli anni, si sono rivolti al cantiere di Cecina. Poche righe in cui si comunica che è cessata l’attività. Poche righe.
«Desideriamo ringraziarLa sinceramente per la fiducia e la collaborazione accordateci in tutti questi anni di lavoro insieme: sono state, per noi, il valore più importante. Ci scusiamo per il disagio che questa decisione, purtroppo inevitabile, potrà arrecarLe. Restiamo a Sua completa disposizione per ogni chiarimento o necessità di supporto in questa fase di transizione».
La chiusura del cantiere interno al porto di Cecina è un nuovo atto determinato dalla procedura giudiziale che, scontatamente, prevede che ogni attività si assolutamente rispettosa delle normative.
«Nel caso del cantiere – spiega Fabio Serini, curatore della procedura insieme al collega Paolo Carotti – l’affitto non era per un’azienda ma era per un’area e nello specifico mancavano delle autorizzazioni ambientali. È stato quindi necessario chiedere la riconsegna dell’area».
Va da sé che al porto adesso mancheranno ulteriori servizi (un problema c’era stato anche per il distributore di carburante) per i soci e coloro che hanno affittato i posti barca. Il cantiere del resto si occupava non solo di manutenzione delle imbarcazioni ma anche delle riparazioni necessarie.
«Stiamo cercando di organizzare il porto per poter offrire alcuni dei servizi che sono venuti a mancare. Sarà però necessario prima realizzare una vasca per il contenimento dei liquami in modo da non inquinare i terreni durante il risciacquo degli scafi o delle parti delle imbarcazioni. Contiamo di essere in grado di risolvere la situazione entro settembre. Dovremo ovviamente dare il servizio al migliore offerente», conclude Serini.
È invece ancora aperta la vicenda della riperimetrazione del porto per dividere la parte pubblica dalla parte privata.
Si ricorderà che nelle scorse settimane durante un sopralluogo della Capitaneria di porto era emerso che i posti barca della Darsena rischiavano di trovarsi in una zona di proprietà del demanio. Una situazione complessa per chi, negli anni, aveva acquistato i posti barca e che si troverebbe a doverli restituire allo Stato.
L’Autorità marittima si è presa qualche settimana per fare le necessarie verifiche. Con una nota la Capitaneria, rappresentata durante il sopralluogo ai massimi livelli, aveva fatto sapere che erano «state evidenziate una serie di tematiche da affrontare e tra queste, in primis, quella dell’accertamento dominicale delle aree dove è stata realizzata la struttura portuale. L’incontro è stato quindi il primo passo per creare una forma di collaborazione inter-istituzionale che possa agevolare i percorsi amministrativi preordinati ad una sicura ed efficiente gestione della struttura portuale turistica».
Al porto di Cecina si sta quindi attendendo quali saranno gli esiti della nuova mappatura delle aree della struttura portuale.
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