Rosignano: «Basta con questi gavettoni», ma il gruppo di ragazzi lo accerchia e lo massacra di botte
Il gravissimo episodio si è verificato alle Spiagge Bianche: a finire a terra è stato Cesar Mendieta, 28 anni, che era sulla spiaggia con tutta la famiglia, compreso il padre arrivato per l’occasione da Piacenza
ROSIGNANO. Erano stati al mare, tutti insieme. Una giornata da trascorrere in spiaggia, dalla mattina alla sera. Il padre era arrivato dall’Ecuador per conoscere i nipoti. Un momento che doveva rimanere nei ricordi della famiglia Mendieta. Erano partiti la mattina presto da Piacenza. Cesar Mendieta, 28 anni, lavora come impiegato, voleva far vedere le Spiagge Bianche e il Lillatro al padre. Gliene aveva parlato perché c’era stato appena arrivato in Italia, 11 anni fa. Con lui oltre al padre, alla moglie e i loro figli, c’erano le sue sorelle e le rispettive famiglie. Un bel gruppo per trascorrere il Ferragosto.
Cosa è successo
Stava andando al parcheggio per riprendere l’auto e al "ponticino" che conduce alla spiaggia c’erano dei ragazzi che facevano i gavettoni. Ne hanno tirato un primo, un secondo e l’uomo si è lamentato: «Basta con questi gavettoni». Si è girato è, racconta, ha dato una lieve spinta a uno dei ragazzi. «Prima di passare loro davanti avevo detto che avevamo le nostre cose, di non bagnarci. Già ci avevano fatto i gavettoni poco prima, quando andavamo al bar a prendere il caffè. In quel momento ero solo con mio padre e mia cognata, la più piccola. Poco più indietro c’erano un’altra cognata con il marito e i figli che si erano soffermati a finire di radunare le loro cose. «Lo hanno accerchiato e da dietro hanno cominciato a picchiarlo, erano una decina», racconta la cognata che sta cercando di trovare testimoni che abbiano assistito all’accaduto.
L’aggressione
L’uomo è stato aggredito da dietro e poi lo hanno preso a pugni in faccia. «Se li è trovati addosso e lo hanno preso a pugni. Erano una marea di ragazzi», dice ancora la donna. Lui ha preso uno di loro per non cadere. «Avevo paura che cadendo mi avrebbero preso anche a calci».«Mia cognata, quella con me, ha provato a difendermi , a dire che se ne andassero ma hanno spinto anche lei ed è caduta a terra, in un cespuglio. Anche mio padre ha provato ad avvicinarsi ma per fortuna lo hanno lasciato stare».«Noi invece - dice l’altra sorella della moglie - eravamo più indietro e non siamo riusciti a raggiungerlo in tempo. Mi sento in colpa per questo, io e mio marito non siamo riusciti ad aiutarlo».
I soccorsi
La famiglia stava andando al parcheggio per tornare a Piacenza: avanti e indietro in una giornata. «Avevamo voglia di far vedere quella spiaggia a mio padre», dice. «E mi dispiace sia accaduto tutto questo: abbiamo organizzato tutto per avere un bel ricordo, non ci capita spesso di stare tutti insieme. Invece non è andata bene».Quando i giovani si sono stancati di picchiarlo e se ne sono andati, la famiglia lo ha portato al parcheggio (lui era ovviamente pieno di rabbia) e sono stati chiamati il 118 e il112. Sul posto è arrivata l’ambulanza della Misericordia di Palazzi che ha soccorso l’uomo: aveva preso molte botte anche alla testa e quindi è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina con un codice di urgenza alto. Temevano un trauma cranico. I giorni di prognosi sono sette. Chi avesse assistito può contattare la mailcesar13mendieta@gmail.com.
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