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La procedura

Porto di Cecina, 26 milioni di euro di debiti: via libera allo stato passivo – Cosa succede ora

di Ilenia Reali

	Il porto di Cecina
Il porto di Cecina

Subito balza agli occhi il mancato riconoscimento dei crediti vantati dal Comune. Ma è necessario fare attenzione dal momento che la situazione non è in questo caso quella che sembra

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CECINA. Sono oltre 26 milioni di euro i debiti “certificati” dal tribunale di Livorno che nei giorni scorsi ha dato il via libera allo stato passivo della Porto di Cecina spa per cui è in corso una procedura giudiziale. Quello che ha avuto l’approvazione del giudice Franco Pastorelli è un lungo elenco diviso tra le richieste presentate dai creditori, quelle proposte dei curatori Fabio Serini e Paolo Carotti e quei crediti riconosciuti dal giudice per un totale complessivo di 377.500 euro in prededuzione richiesta dai professionisti che hanno confezionato il concordato risolto, 2 milioni e 608mila euro di crediti ipotecari, 2,1 milioni di crediti privilegiati mobiliari, 21,465 milioni di euro di crediti chirografari mentre sono stati esclusi 5,4 milioni di euro. Subito balza agli occhi il mancato riconoscimento dei crediti vantati dal Comune. Ma è necessario fare attenzione dal momento che la situazione non è in questo caso quella che sembra.

Il caso del Comune

In una prima fase il Comune di Cecina aveva presentato i crediti vantati, riconosciuti dalla convenzione sottoscritta dalla Porto di Cecina. Crediti che i curatori avevano di fatto azzerato. Adesso il Comune non ha presentato una domanda valida al giudice riservandosi di farlo nei prossimi sei mesi con quella che si chiama “domanda tardiva”. All’origine l’esigenza di presentare una documentazione completa.

Gli ex amministratori

A un primo sguardo si evidenzia come una quindicina tra gli ex amministratori della Porto di Cecina non abbiano visti riconosciuti i crediti da loro vantati. Tra le motivazione il fatto che alcuni risultavano prescritti, altri non dovuti e soggetti ad azioni risarcitorie già intraprese dalla curatela per un importo complessivo di circa 4 milioni di euro. Sono state invece riconosciute dal giudice integralmente le richieste degli advisor che avevano contribuito alla presentazione del concordato. In questo caso la curatela aveva presentato un valore inferiore.

I rogitanti

Sono stati riconosciuti, e non era scontato, i crediti vantati a titolo di acconto per l’acquisto di posti barca (come creditori chirografari) quando siano stati ricostruiti gli effettivi pagamenti. Sull’argomento ci sono state critiche dal momento che in quanto soci azionisti poteva essere considerato il credito postergato, ultimissimo titolo riconosciuto dal Codice civile. 

Sales e Golfo di Mola

Per quanto riguarda il maggiore creditore sono stati riconosciuti circa 8 milioni di euro chirografari con Sales , non sono stati riconosciuti gli interessi moratori. Con Golgo di Mola ci sono 2,608 milionid i credito ipotecario e 93mila chirografaro.

Cosa accade adesso

Per sei mesi saranno attese le domande tardive. Vanno avanti gli interventi per la gestione del porto con alcune sorprese come l’avvenuta chiusura del cantiere nautico perché privo «di un assetto organizzativo» così come si riunirà il 27 luglio il tavolo tecnico per valutare il futuro assetto strutturale del porto.

Verifiche sui posti barca

I controlli stanno andando avanti per capire se i 280 posti barca della darsena potevano essere venduti o erano in un’area demaniale.

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