Il Tirreno

Il caso

Cecina, maxi sequestro di cocaina: fuggiti due uomini con tuta da sub

di Andrea Rocchi

	Il porto di Cecina (foto d'archivio)
Il porto di Cecina (foto d'archivio)

Operazione nelle acque antistanti il porto: molti chili di droga in un gommone e in mare

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CECINA. Cocaina confezionata in involucri nascosti in borsoni a tenuta stagno all’interno di un gommone abbandonato da due persone. E un’altra parte di sacchi ancora immersa in mare in attesa di essere recuperata.

Si tratterebbe di un grosso quantitativo di droga - si parla di 600 chili ma il quantitativo non è ancora definito - quello sequestrato davanti al porto di Cecina nella mattinata di ieri al termine di una vasta operazione di controllo interforze che ha visto impegnati Carabinieri, Guardia di Finanza e uomini della Capitaneria di Porto.

Gli investigatori, al momento, restano abbottonati anche perché l’operazione non si esaurisce con il sequestro della cocaina ma sta proseguendo in queste ore con controlli per capire chi ha portato a Cecina la droga, chi la stava recuperando e chi fa parte della rete dello spaccio. Quel che sappiamo è che l’attività è partita e si è concretizzata verso le 10,30 in una zona di mare a sinistra del canale di uscita del porto di Cecina. Una attività che ha consentito alle forze dell’ordine di intercettare il gommone e scoprire, nascosto al suo interno, un ingente quantitativo di cocaina (purissima) già pronta per essere spacciata sul mercato. Quando gli uomini della Guardia Costiera si sono avvicinati al natante, hanno intercettato anche due persone con tute da sub attorno al mezzo che stavano caricando dei sacchi e alla vista della guardia costiera sono risaliti a bordo e subito allontanate.

Hanno quindi diretto la prua su una spiaggia vicina e sono scappati a piedi. «A questo punto - spiega Fabio Serini uno dei due curatore giudiziali del Porto - venivamo contattati dall’unità radiomobile dei Carabinieri di Cecina per consentire l’accesso alla nostra banchina dedicata alle forze dell’ordine. Seguendo gli stessi mettevamo a disposizione anche il nostro personale di banchina per impedire l’accesso all’area da parte dei proprietari delle imbarcazioni ormeggiate nel pontile vicino».

All’arrivo del gommone sequestrato giungeva altro personale dei carabinieri insieme ad un’aliquota della Guardia di Finanza sia con la motovedetta che con personale di terra. «Il nostro personale in banchina - continua il curatore del porto - aiutava le forze dell’ordine nella fase di scarico e carico, ed alla fine dopo accordi coi militari veniva presa la decisione di procedere al traino tramite nostro mezzo guidato dal nostro nostromo ed all’alaggio dello stesso gommone, tramite la nostra gru e metterlo in sicurezza su un nostro invaso nella nostra area videosorvegliata».

Dal personale del porto, compreso il servizio di guardania, è stata assicurata la massima collaborazione alle forze dell’ordine aprendo tutti i varchi e consentendo la visione delle immagini delle telecamere della struttura. La società presso cui è stato noleggiato il gommone poi sequestrato risulterebbe essere di Cecina. L’attività di indagine va avanti e già oggi potrebbero esserci nuovi sviluppi.

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