Pochi bagnini in Toscana: «Troppi minorenni, bisogna far tornare gli adulti sulle torrette»
Le idee di Andrea Cecconi (fiduciario Fin) per rimediare alla carenza di assistenti ai bagnanti
CECINA. «Troppi minorenni. L’assistente ai bagnanti deve tornare a essere una professione per adulti». A dirlo è Andrea Cecconi, istruttore e fiduciario Fin, Federazione italiana nuoto, della costa etrusca. «Nei corsi formativi – dice Cecconi – sono in netto calo gli iscritti maggiorenni, a favore di giovani studenti, che hanno scelto di fare occasionalmente e per breve periodo, questo fondamentale mestiere. È preferibile riportare gli adulti a sceglierlo come professione. L’obbligo dell’assistenza balneare, negli stabilimenti balneari, parte dal 16 maggio e termina a fine settembre. Sono quattro mesi e mezzo di servizio e di retribuzione, troppo poco per poter vivere, pagare un affitto o crearsi una famiglia».
Cecconi dice di avere due proposte per rimediare a questa situazione eliminando la cronica carenza di operatori di salvataggio.
«Prima ipotesi: tornare ad assumerli come manutentori da aprile al 15 maggio e ad ottobre e come assistenti ai bagnanti dal 16 maggio a fine settembre. Lavorerebbero così sette mesi per poi accedere gli altri mesi all’indennità di disoccupazione se non trovano un lavoro invernale. Seconda ipotesi: i Comuni costieri insieme ai gestori di stabilimenti balneari dovrebbero fare una stima di quanti bagnini occorrono nel loro comprensorio e cercare delle ditte appaltatrici che li assumano come soccorritori nel periodo d’obbligo del servizio di salvataggio per poi formarli in altri lavori invernali, dando così loro continuità. Sono sicuro che tornerebbero a fare questo importante, fondamentale e bellissimo lavoro».
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